A Napoli Bancarotta 2.0: la riappropriazione di Bagnoli riparte dal Lido Pola occupato

Su First Line Press vi abbiamo parlato già nelle scorse settimane delle complicate vicende legate all’area ex Italsider di Bagnoli e allo sgombero dello spazio Bancarotta che aveva restituito alla partecipazione del quartiere un’ex banca. In attesa delle indagini della magistratura che ha sequestrato buona parte dell’area (tranne “strane” eccezioni come la Cementir di Caltagirone e vari lidi privati), il collettivo Bancarotta e il comitato BonifichiAmo Bagnoli non sono rimasti a guardare. Dopo settimane di continuazione delle attività per le strade napoletane, proprio questa mattina hanno recuperato al degrado un’altra struttura abbandonata di Bagnoli, l’ex Lido Pola. Per reagire contro la politica di dismissione del patrimonio pubblico, ma anche per ridare impulso alla partecipazione e monitorare l’effettivo avvio della bonifica e la realizzazione di una grande spiaggia pubblica sul litorale ovest di Napoli.

Di seguito diffondiamo il comunicato di Bancarotta sull’iniziativa:

 

LIBERATO L’EX LIDO POLA A COROGLIO: NO ALLA DISMISSIONE DEL PATRIMONIO! SÌ AGLI SPAZI SOCIALI!

943734_10151884238334186_1812596348_nSe il Governo, a tutti i suoi livelli, procede alla dismissione del patrimonio pubblico, da privatizzare per fare cassa, la risposta che vogliamo dare attraverso le azioni di riappropriazione dal basso è che questa città non è in vendita. Gli spazi comuni non si cedono a privati né si possono lasciare alla gestione fallimentare e privatistica del pubblico: riprendiamoceli!
Nell’elenco dell’Agenzia del Demanio, fra i 12.000 beni immobili italiani in vendita (per un valore di circa 42 miliardi), quelli in Campania risultano essere 1.063, di cui oltre la metà si trova nella provincia di Napoli, tra case, interi rioni, linee ferroviarie, cabine elettriche, chiese, scuole, ruderi, arenili, ristoranti; l’ex Lido Pola a Coroglio, nello specifico, è spezzettato in tre lotti, in svendita per poco più di 830.000 euro: un altro boccone offerto a speculatori e palazzinari sul litorale di Bagnoli! La struttura, dall’illustre passato, ha chiuso i battenti negli anni ’80 e da allora versa in uno stato di abbandono e di degrado, una discarica a cielo aperto che lascia campo libero all’abusivismo.

Anche la giunta De Magistris, per coprire il dissesto finanziario del Comune di Napoli, ha abbracciato la linea della dismissione, puntando alla vendita degli immobili che “producono passività” per “fare cassa”. In contrasto con il processo di dismissione si sono moltiplicate negli ultimi anni le esperienze di occupazione, autogestione, recupero sociale di spazi pubblici, dimostrando che non solo è possibile e necessario bloccarne la gestione privatistica, ma che esistono modelli di gestione alternativi, possibili e sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni sociali che emergono nella crisi: dall’abitare, al welfare, ai servizi, alla cultura, al reddito.

310084_10151884238479186_1242611484_nCon l’occupazione rivendichiamo adesso il nostro diritto a restituire piena attività all’ex Lido Pola, la stessa attività che – dal giorno dell’applicazione dei sigilli della Magistratura – ci è stato impedito di continuare all’interno degli spazi di BANCAROTTA, l’ex Banca Intesa a via Coroglio 49 che dal 2 giugno 2012 era stata rifunzionalizzata e restituita alla città. L’unico spazio – a dispetto del vero oggetto dell’inchiesta, le attività di Bagnoli-Futura, il disastro ambientale e la truffa della bonifica mai compiuta –  realmente penalizzato dal sequestro “dinamico”, secondo una logica tutt’altro che chiara, e su cui ancora cerchiamo verità e giustizia. Le attività di Bancarotta sono proseguite temporaneamente nelle strade e nelle piazze del quartiere. Nell’attesa degli sviluppi della maxi-inchiesta della Magistratura, l’amministrazione comunale non si è preoccupata né di riconoscere la legittimità della comunità di Bancarotta, né di trovare congiuntamente soluzioni alternative concrete, nonostante gli impegni presi di fronte all’evidenza della situazione. Come di consueto la soluzione l’abbiamo trovata da soli, individuando un luogo a noi vicino non soltanto al livello territoriale, ma anche e soprattutto sul piano delle istanze: nessun posto poteva rappresentare osservatorio migliore sulla realizzazione della spiaggia pubblica, su cui si muove già da tempo la campagna “Una spiaggia per tutti”, e sulla definitiva bonifica del mare e dei terreni, per la quale si è da poco costituito il neo-comitato “BonifichiAmo Bagnoli”. Ecco perché abbiamo scelto l’ex Lido Pola: per farne oggetto di bonifica sociale, continuando a ribadire l’indispensabile partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che riguardano l’area occidentale di Napoli. 249194_10151884238469186_1364326031_n

Vogliamo avviare da subito un’esperienza di autorecupero dell’ex Lido Pola per sottrarlo al degrado e all’incuria, aprendo una discussione con più soggetti sociali per una riprogettazione partecipata delle funzionalità di questo spazio.

Contro la dismissione, la precarietà e l’assenza di diritti perpetrate dagli artefici della crisi ai danni di nuove e vecchie generazioni di quest’Europa manovrata da banchieri, costruiamo dal basso un modello di sviluppo nuovo, agli antipodi di quelli fallimentari di BagnoliFutura e delle amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, che promuova una diversa distribuzione di reddito e ricchezza sociale.

Alla lotta per una riqualificazione ambientale che sottragga il territorio alle logiche clientelari e predatorie che ne hanno fatto scempio negli ultimi decenni, vogliamo unire un progetto di socialità alternativo, fondato sulla solidarietà, sulla cooperazione, sulla libera condivisione e sulla partecipazione. Per continuare a costruire dal basso la nostra idea di bene comune: un laboratorio di arte, musica, eventi culturali, saperi e pratiche comuni! Per trasformare il nostro presente e riprenderci il futuro: spazi, reddito, diritti, dignità, felicità, indipendenza!

 

Per seguire le attività di Bancarotta 2.0 potete consultare anche la pagina facebook e il profilo twitter

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