A Rio de Janeiro arrestati 60 poliziotti legati al traffico di droga

In alcuni contesti sembra davvero che la situazione sia talmente «grave, ma non seria» (mutuando l’espressione da Ennio Flaiano, ndr) che ogni ruolo è ribaltato. Sembra essere il caso del Brasile, dove ieri nella capitale Rio ad essere arrestati per aver ricevuto regolarmente mazzette da trafficanti di stupefacenti, cui inoltre vendevano armi, sono stati ben sessanta poliziotti. La notizia è riportata tra gli altri dalla BBC che parla appunto di stretta collaborazione tra agenti di polizia di Rio e Comando Vermelho (Commando Rosso), la più grande organizzazione criminale dell’area metropolitana della capitale. Tra le accuse rivolte agli arrestati figura, oltre a quelle di traffico droga, corruzione, vendita illegale di armi, cospirazione criminale, anche quella di sequestro di persona.

Dalle indagini risulta infatti che alcuni degli agenti in questione avrebbero rapito alcuni trafficanti e membri delle loro famiglie al fine di percepire un lauto riscatto. Questo gruppo di poliziotti avrebbe agito, dunque, non solo in appoggio alle bande di trafficanti, ma anche come vero e proprio clan rivale in lotta.

L’arresto che ha avuto luogo nella località di Duque de Caxias, periferia a nord di Rio de Janeiro, è avvenuto all’interno di una serie di operazioni intensificate che le autorità stanno portando avanti in vista dei Mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi del 2016 che la capitale brasiliana si prepara ad ospitare. Gli agenti coinvolti verranno ovviamente espulsi con effetto immediato dalle forze dell’ordine, che sperano anche con questo vento di “pulizia” di riscattare un po’ la loro immagine. Il problema infatti, soprattutto nelle favelas, è che la polizia non gode assolutamente della fiducia dei disagiati abitanti, che vedono tutti gli agenti come corrotti. E visti i recenti fatti, la cosa non stupisce per nulla.

 

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