Al fianco delle lotte contadine: ogni giorno è il 17 Aprile!

Lo slittamento paradigmatico dalla sicurezza alla sovranità alimentare, ufficializzato per la prima volta dalla FAO nel 1996, ha contemplato un progressivo abbandono delle mere analisi produttiviste ed un maggiore accento sulle relazioni di potere che sottendono al sistema di produzione, distribuzione e consumo di derrate alimentari su scala globale, sostenendo che le comunità rurali dovrebbero avere il diritto a consumare, piuttosto che a svendere ed esportare, il cibo da esse prodotto. Secondo la definizione formalizzata durante il Forum Mondiale sulla Sovranità Alimentare tenutosi a Nyeleni (Mali) nel 2007, la sovranità alimentare costituisce “il diritto dei popoli a un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici, in forza del loro diritto a definire i propri sistemi agricoli e alimentari”.

La Via Campesina, rete contadina intercontinentale composta da 150 raggruppamenti e associazioni in più di 70 paesi del mondo, si batte dal 1993 per la promozione di un modello alternativo di agricoltura, che contempli, tra le altre cose, la difesa della biodiversità, dell’acqua e dei semi come beni comuni inalienabili. Una ristrutturazione su basi più eque del commercio internazionale, il bando dei prodotti transgenici, una redistribuzione generalizzata delle terre attraverso riforme agrarie che contengano il land grabbing, il rispetto dei diritti fondamentali delle donne, dei migranti, dei giovani, dei lavoratori stagionali, l’applicazione dell’agroecologia (sinergie tra specie vegetali diverse, compostaggio e ciclo dei nutrienti, conservazione delle risorse e controllo naturale delle malattie) come strategia dal basso per arginare il surriscaldamento del pianeta.

Alla diciassettesima Conferenza delle Parti (COP17) della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), tenutasi nel 2011 a Durban, la Alleanza per la Sovranità Alimentare in Africa, dichiarò che l’agroecologia può essere una soluzione “alla fame, alla povertà, al cambio climatico, alle minacce che incombono sulla biodiversità e sull’integrità del suolo”. Temi cruciali affrontati dagli stessi animatori dello Spazio Climatico costituitosi in seno al Forum Sociale Mondiale di Tunisi. 

Ogni 17 Aprile si commemora il Giorno Internazionale della Lotta Contadina. In questa data, diciassette anni or sono, nel corso di una manifestazione del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra a Eldorado dos Carajás nello stato del Parà in Brasile, diciannove braccianti furono uccisi dalla polizia militare, per ordine dell’allora Ministro dell’Ordine Pubblico, Paulo Sette Câmara, che ordinò di sgomberare l’autostrada occupata ad ogni costo. La rivendicazione dei contadini in rivolta era la riappropriazione pubblica di un latifondo rimasto a lungo improduttivo. Da allora, come spesso accade, gli assassini in divisa restano coperti dall’impunità dell’anonimato.

Qui l’appello della Coordinadora Latinoamericana de Organizaciones del Campo (CLOC-VC)

Gli eventi tesi alla diffusione di coscienze e pratiche agroecologiche si moltiplicano anno dopo anno in ogni parte del mondo. Cile, ad esempio, ospiterà dal 20 al 28 Aprile il secondo incontro della Red Internacional Semillas Libres (Rete Internazionale Semi Liberi), collettivo transdisciplinare dedito alla salvaguardia della diversità e genuinità di colture e culture contadine del paese e del continente.

di Alessandro Paolo

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