Alla Shell il titolo di peggior multinazionale dell’anno

Il colosso petrolifero anglo-olandese si è aggiudicato, con seconda solo la banca d’affari Goldman Sachs (per cui, lo ricordiamo, hanno lavorato tra gli altri l’attuale premier italiano Monti ed il presidente della Banca Centrale Europea Draghi) il Public Eye Award.  Il “prestigioso” premio è assegnato dalla sezione svizzera di Greenpeace ogni anno in occasione del forum economico di Davos, che si svolge sempre nella Confederazione elvetica. A decidere i vincitori sono gli utenti del sito Public Eye Award votando e commentando quella che secondo l’oro è la corporation che ha fatto più danni in termini di violazioni dell’ecosistema e dei diritti dell’uomo. Le motivazioni per l’oscar alla Shell sono: “Vuole estrarre l’oro nero nell’Artico. I rischi sono enormi”, mentre la Goldman Sachs merita il suo secondo posto in quanto “Ha camuffato in cambio di profitti esorbitanti la metà dei debiti della Grecia, portando il Paese alla rovina”.

In quella che è definita Hall Of Shame figurano altre grandi imprese non da meno: il gigante dell’energia francese Alstom; Lanmin, il gestore della miniera sudafricana che per reprimere uno sciopero chiamò la polizia, col risultato di 34 morti ammazzati dagli agenti; Coal India, numero uno del carbone; G4s, multinazionale con sede nel Regno Unito che fornisce servizi di sicurezza; e infine la svizzera Repower che sta provando a costruire una centrale in Italia, a Saline Joniche (Reggio Calabria) contro il volere della popolazione locale. Sul sito sono presenti delle interessanti schede dettagliate per ogni multinazionale: un vademecum importante per poterle boicottare, informandosi sui vari crimini che commettono.

Gli attivisti elvetici dell’ong ambientalista, oltre a lanciare una petizione su internet indirizzata ad Obama per bloccare la Shell (la quale esplorerà la prossima estate la zona artica al largo dell’Alaska, territorio Usa), che trovate a questo link, hanno con un blitz chiuso una stazione di benzina Shell nei pressi della sede del World Economic Forum di Davos. L’azione è consistita nel versare circa 3 tonnellate di ghiaccio nell’area di servizio, ricoprendola di striscioni con la scritta “Too risky” (Troppo pericoloso) e sostituendo il classico logo della conchiglia con uno appositamente realizzato che raffigura per metà un orso polare intristito e per l’altra metà la shell con corna luciferine. (dal sito di Greenpeace Suisse la fotogallery e un video del blitz).

Anche un articolo de il manifesto si è occupato della questione qualche giorno fa

 

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