Altra retata contro i No Tav

Proprio in questo momento si stanno eseguendo le misure cautelari comminate a diciassette (l’Ansa parla di diciannove) persone in relazione ad una delle azioni No Tav effettuate quest’estate: l’occupazione della Geovalsusa Srl, una delle ditte implicate negli appalti per la costruzione del treno veloce. 

Come si può leggere dal sito notav.info quasi tutti sarebbero studenti universitari torinesi, queste le pene previste: “8 ai domiciliari con restrizioni gravi: divieto di visite, uso telefono e computer, per altri vi è l’obbligo di dimora (con il divieto di permanenza a Torino),  e per altri obblighi di firma”. I capi d’imputazione sarebbero: lesioni, violenza, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, furto, accensione ed esplosione pericolose.

Ma cosa successe quel giorno di fine agosto?

Centocinquanta attivisti della Valsusa e di Torino occuparono i locali della Geovalsusa Srl che si trovano in Corso Trapani 39 a Torino. L’azione arrivava a seguito di un’inchiesta che rendeva noto sia i personaggi coinvolti nella costruzione della grande opera e sia le ditte: “persone note alla cronaca grazie al loro curriculum penale di fallimenti, bancarotte fraudolente, turbative d’asta” come riportava la stessa rivendicazione dei No Tav. Gli stessi, poi giustificarono l’azione in questi termini: “Questa società (la Geovalsusa,ndr), nata un mese dopo la chiusura del bando per i lavori alla Maddalena di Chiomonte (24 aprile 2011 data ufficiale di chiusura del bando, società costituita il 20 maggio 2011) fa parte di quella costellazione di nuove società guidate dai soliti faccendieri che hanno visto in Valsusa la possibilità di accaparrarsi un ricco bottino.  Non è un caso che tra i soci della Geovalsusa Srl ci sia il noto Accattino Giuseppe, ingegnere che ha fatto per dieci anni il consigliere comunale per la Dc, poi si è guadagnato un posto di amministratore presso l’Amiat ed è stato indagato per falso in bilancio della Assot, azienda di Orbassano, perfetto esempio di una pessima gestione della cosa pubblica. La Geovalsusa è entrata nel consorzio Valsusa-Piemonte per l’alta velocità  a fine maggio dunque, a un mese dall’inizio dell’occupazione militare della Maddalena di Chiomonte, a seguito dello sgombero violento del presidio No Tav, la libera Repubblica della Maddalena, che da mesi oramai viveva in quelle zone dove oggi sorge il cantiere per l’alta velocità”. Qui potete vedere le foto e i video dell’azione.

Gli arresti, comunque sia, arrivano in un momento molto importante per il movimento No Tav, infatti, il 3 dicembre prossimo ci sarà una grande manifestazione (che sta raccogliendo sempre più adesioni) a Lione. Una tecnica che abbiamo già visto e quindi noi vi riproponiamo il nostro documentario: Repressione ai tempi della recessione (clicca qui). Per rimanere informati sulla vicenda: Il sito dei No Tav e Radio Blackout

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