Ancora scontri a Belfast. Questa volta ci sono pure i repubblicani

Siamo al quinto giorno di fila, ma dal 3 dicembre ne sono molti di più, e ne iniziano a parlare anche i media italiani. I vari giornali dell’Isola e non solo parlano di proiettili di plastica, molotov, armi, gruppi paramilitari, e tant’altro. Cosa succede esattamente nel Nord Irlanda?

Nella quinta notte consecutiva di scontri la polizia nordirlandese la Psni (Police Service Northen Ireland) ha sparato in gran quantità proiettili di gomma. Le immagini sono sempre le stesse: gruppi di giovani lealisti che attaccano i blindati della Psni con pietre, mazze, molotov ma anche armi. Nella giornata di ieri sono state otto le persone arrestate e tre agenti sono rimasti feriti. Dall’inizio delle proteste, 3 dicembre scorso, sono 104 le persone tratte in arresto e sessantadue gli agenti feriti.

Le violenze hanno avuto seguito durante il ritorno dalla manifestazione pacifica che si era svolta nel pomeriggio alla Belfast City Hall che aveva visto la partecipazione di circa 500 manifestanti. Nella zona est di Belfast i lealisti però hanno trovato a Short Strand una folla di repubblicani che si era riunita per difendere la propria comunità dai disordini che si creano da circa un mese a questa parte. Quando la polizia ha cercato di rimuovere il presidio, è stata attaccata dagli stessi repubblicani che ha lanciato contro gli agenti, e nel tentativo di raggiungere i manifestanti lealisti al loro passaggio, razzi, molotov e una fitta pioggia di mattoni. Dall’altra parte anche i lealisti hanno attaccato con molotov e vari arnesi la polizia che si è trovata ben presto in un fuoco incrociato. Scontri sono avvenuti anche in Lower and Upper Newtownards e nei pressi del Dundonald Village in Robb’s Road.

Barricate, strade chiuse, tentativi di furto di macchine, autovetture date alle fiamme e si parla ancora della molta presenza di presenza di minorenni negli scontri che sarebbero orchestrati dai gruppi paramilitari lealisti. First Line Press ha raggiunto telefonicamente un attivista dello Sinn Féin a Belfast, partito politico repubblicano, che ci dice di come la situazione sia totalmente uscita dal controllo delle forze dell’ordine (che peraltro sembra che abbiano richiesto rinforzi anche alla Repubblica d’Irlanda), molte sono le vie che sono inaccessibili per continui blocchi stradali. “Le comunità repubblicane sono in evidente pericolo e gruppi di cittadini scendono in strada per sorvegliare sul proprio quartiere”. Le violenze, ci dice l’attivista, fanno vedere come ci siano parecchie frange minoritarie della società che ancora riescono a far leva sul popolo lealista e come tutto ciò mina esclusivamente alla pacificazione del Paese. Danni parecchio evidenti sono stati portati anche all’economia della città: negozi chiusi e gente che non esce di casa, proprio nel periodo dei saldi.

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