Andy, fotoreporter morto, ma con un lavoro vivo

La morte di chi conosceva un mestiere e lo scenario in cui è successo: Sloviansk, in Ucraina

Andy Rocchelli era un fotoreporter. Niente di eroico, ma efficace, necessario ed assolutamente contemporaneo.

Si riempiono gli scaffali di reportage del nuovo millennio, dei caratteri twitter da rispettare, dei diktat su come il giornalismo non sia più solo un contenitore di storie ed ecc. ecc… Tuttavia ciò che conta sono i respiri che un testimone/reporter può far conoscere. Non è un’opera da missionari, perché il reporter non lava coscienze e tanto meno pone morali, ma approfondisce sul campo studi che ha la responsabilità di perpetuare costantemente. Viaggiare, studiare, mangiare, non farsi ricattare e vivere onestamente senza essere ereditieri. Tutto ciò comporta la necessità di considerare il proprio lavoro come una forma di sussistenza.

Sarebbe squallido usare il triste episodio capitato ad Andy per tirare fuori un emblema da contrapporre alla discussione da bar apertasi al Festival del Giornalismo di Perugia. Però Cesura, creatura che Rocchelli accudiva da anni, è un esempio di come un collettivo di fotografi e reporter, in maniera del tutto indipendente, possa trovare dei modi per vendere e non svendere, far conoscere e non far beneficenza, dando dignità a quello che è un mestiere. In totale contrapposizione con le frasi del direttore del Post, Luca Sofri:

Se giornalismo vuol dire concedersi a talk show od opinioni, bene, forse può davvero essere massificato, perché fatto in spazi di tempo libero, ma se si vuole investigare, approfondire e camminare di fianco le storie, allora il tutto, senza dilungarsi in commenti superflui, ha ovviamente esigenze diverse.

Oltre le foto e le testimonianze video, vogliamo ricordare Andy Rocchelli con una veloce panoramica sugli ultimi  episodi che sono capitati nella zona orientale dell’Ucraina, dove lui è stato ammazzato: ha perso la vita precisamente a Sloviansk, nell’oblast (l’Ucraina ne ha 24: sono città a statuto speciale) di Donec’k. Ci sono state le elezioni ed il neo-presidente, Petro Poroshenko, ha messo in agenda dialoghi serrati con la Russia, per porre fine alla crisi. Le spine  di tale questione sono nelle spinte separatiste, che, col beneplacito della madre patria russa, sono presenti particolarmente nell’Est del Paese.

I numeri delle elezioni in Ucraina

I numeri delle elezioni in Ucraina

Sergei Lavrov, ministro degli esteri di Mosca, si è detto subito disposto al dialogo col neo-presidente ucraino, a patto che l’esercito di Kiev interrompa le sue azioni militari contro i separatisti. Su questo punto si fermano i possibili dialoghi, perché per Poroshenko, magnate del cioccolato che si è messo alla guida dell’Ucraina con oltre il cinquanta per cento dei voti, continua a definire i separatisti come terroristi da fronteggiare anche militarmente, per evitare che la zona est del Paese si trasformi in una nuova Somalia.

Dopo la cacciata da Kiev del presidente filo-russo Viktor Yanukovych e la protesta popolare volta ad un maggiore avvicinamento all’Unione Europea, la Russia, tramite referendum, ha annesso a sé la penisola della Crimea, prima territorio ucraino. Il terremoto politico ha fatto sì che anche le province di Luansk e Donetsk venissero colte dall’instabilità e le forze separatiste hanno chiuso i confini, inaccessibili all’esercito ucraino: dichiarata anche la loro indipendenza.sloviansk

Nell’auto-proclamata indipendente Donetsk, l’auto-dichiarato primo ministro, Alexander Borodai,  ha affermato che presto molti russi, vogliosi di supportare le forze separatiste, giungeranno in Ucraina per manifestazioni di sostegno. Inoltre Borodai si è detto disposto ad ascoltare le proposte del presidente ucraino, ma di avere come ultimo obiettivo quello di una Federazione con la Russia.

Il battaglione dei separatisti russi, denominato Vostok, è impegnato in un aspro confronto militare con l’esercito ucraino, anche se a tratti con disparità di forze, come dimostra il video proposto.

Igor Strelkov, a capo delle milizie separatiste, rivendica anche un controllo aereo sula regione, ma questo scontro armato deve fare i conti con una nuova posizione delle cellule politiche di Russia ed Ucraina. Infatti se prima delle elezioni, seguite alle proteste di piazza, il presidente russo, Vladimir Putin, aveva dichiarato illegittimi gli apparati governativi ucraini, dopo l’elezione di Poroshenko si è detto pronto al dialogo. Stesso discorso per il presidente ucraino, che nonostante la durezza nei confronti dei separatisti, ha espresso la necessità di una stabilità perché: ”Senza  una collaborazione con la Russia è impossibile la sicurezza per l’intera regione”.

Le premesse idilliache però sono subito state messe in cantina da una città simbolo dello scontro, che è Slaviansk. Il ministro degli interni ucraino, Arsen Avakov, ha definito tale posto come paradigmatico del clima di paura. Qui i ristoranti, i negozi ed i distributori di benzina restano chiusi, con le barricate ad ogni angolo di strada. Venerdì scorso le truppe ucraine hanno sferrato un attacco alla cittadina e per risposta le milizie separatiste russe hanno abbattuto due elicotteri dell’esercito di Kiev. Per il Cremlino l’azione è stata causata dalla pressione delle truppe ucraine sui territori auto-proclamatisi indipendenti, mentre a seguito dell’azione il presidente ucraino Poroshenko ha definito i separatisti dei terroristi.

bigLe regioni di Donetsk e Luhansk dopo l’11 maggio 2014, giorno del referendum, si sono dichiarate autonome da Kiev, ma l’Ucraina ed i suoi alleati occidentali non hanno riconosciuto tale votazione popolare.

Sloviansk è un teatro di scontri che ha coinvolto anche sette bambini, feriti dopo un attacco sferrato dall’esercito ucraino.  Questi episodi hanno di fatto bloccato ogni tipo di trattativa ucraino-russa.

In tale scenario Rocchelli ha perso la vita.

Le  sanzioni imposte alla Russia, dopo l’annessione della Crimea, ed i giochi geopolitici piovuti sull’Ucraina, abbiamo provato a decifrarli qui, ma con questo articolo abbiamo tentato di dare alcune coordinate sui posti che fotografava Andy, in quello che era il suo lavoro. Cesura resta attivo e vi consigliamo di sfogliarlo, mentre per approfondire i fatti di questo pezzo di mondo vi consigliamo il lavoro di Rassegna Est.

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