Anonymous, gli arresti e gli infiltrati dei servizi segreti

Una bella inchiesta (di tre pagine) viene pubblicata oggi dall’Espresso a firma di Carola Frediani, giornalista ed esperta di nuovi format giornalistici, social media e hacking. E’ proprio lei che ha pubblicato per Informant nel 2012 “Dentro Anonymous. Viaggio nellle legioni dei cyberattivisti ” e diciamo che sull’argomento di Anonymous è parecchio ferrata.

Nell’approfondimento dell’Espresso si chiarisce in merito agli arresti avvenuti la scorsa settimana contro una “cellula di Anonymous” con l’operazione (stavolta della polizia) chiamata “tango down”. Ci sono state parecchie perquisizioni in tutta Italia (Roma, Bologna, Venezia, Lecce, Torino e Ancona) in quanto responsabili di aver attaccato i siti internet del Vaticano, del Parlamento e di altre azioni di Anonymous in Italia. Nel frattempo, gli attivisti hanno promesso nuove azioni…

Polizia postale e Symantec contro uno stuolo di ragazzi pronti a violarne le infrastrutture. Penetrare in sistemi, rubare codici, modificare siti. Gli uni contro gli altri armati. E’ successo giovedì alla Sapienza di Roma, durante una esercitazione, anzi, una vera e propria gara, la Cyber Readiness Challenge, in cui studenti universitari e anche qualche IT manager erano invitati a sfidare una serie di sistemi allestiti appositamente dalla nota multinazionale della cybersicurezza insieme al Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. Con tanto di classifica per i più bravi. Ma se qui i più valenti vengono elogiati, fuori da quelle mura chi viola davvero siti statali e di aziende rischia il carcere. E nelle stesse ore in cui gli studenti si preparavano alla sfida simulata, fuori altri ragazzi, della stessa età, attaccavano a muso duro le istituzioni. Continua a leggere qui…

Qui un nostro approfondimento su Anonymous.

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