Anonymous: prossimo obiettivo il regime siriano di Assad

Del network di hackers di Anonymous abbiamo già parlato diffusamente (qui l’esclusiva intervista “dal di dentro” di Andrea Leoni e invece qui un resoconto delle ultime azioni). La notizia di oggi è però che la Siria di Bashar al-Assad sarà la prossima vittima della guerra cibernetica portata avanti dal gruppo contro i poteri forti del mondo.  La dichiarazione di guerra di Anonymous a siti e server dello Stato e delle rappresentanze diplomatiche di Damasco nel mondo è motivata dal blocco-black out che hanno subìto nel Paese la rete di internet e anche gli altri strumenti di comunicazione a partire da giovedì scorso. Il governo si è pronunciato sull’argomento comunicando che a boicottare il web sarebbero stati dei “terroristi” che si oppongono all’autorità statale, ma sono pochi quelli che non vedono dietro questa mossa un intervento di Assad.

Va sottolineato che Anonymous non è nuovo a incursioni telelmatiche contro gli Stati del Medio Oriente, come dimostrano i recenti casi di siti web e profili dei social network israeliani che il gruppo simboleggiato dalla maschera di Guy Fawkes ha piratato.

Gli attacchi sono già partiti: il sito dell’ambasciata siriana in Belgio è stato bloccato, mentre per ora è fallita l’aggressione a quello che sarebbe dovuto essere il primo obiettivo: la rappresentanza siriana in Cina.

Oltre che con i ribelli dell’opposizione, ora il regime di Bashar dovrà fare i conti anche con gli hacker di Anonymous.

La guerra è iniziata, seguitela su twitter: @YourAnonNews.

Sul sito della Reuters un articolo.

 

 

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