Antieuropeismo e razzismo sullo stesso binario anche in Gran Bretagna

Il dilagare di partiti euroscettici nel vecchio continente è spesso scudo di componenti politiche xenofobe. Le istituzioni politiche europee sono sempre apparentemente premurose rispetto al “rischio estremismi” nelle varie regioni. Tuttavia la politica non rappresentativa intrapresa dall’Europa e la morsa economica proposta non fanno altro che aprire il campo a partiti politici, che si preparano a campagne contro l’assetto europeo e la moneta euro, ma che poi nella sostanza spingono verso leggi anti migranti. Non sorprende dunque che in Gran Bretagna il partito UKIP (Partito per l’Indipendenza del Regno Unito), tramite il suo leader Nigel Farage, iniziata a divenire componente politica determinante nelle elezioni del 2010, ha dichiarato che l’immigrazione ha in qualche modo reso più allegro il Regno Unito, perché ha fatto migliorare la qualità del cibo, ma questo fenomeno ha spaventosamente cambiato la comunità britannica.

L’UKIP è un partito liberale di destra, che è nato nel 1993 dopo la scissione dai Conservatori, a seguito della ratifica del Regno Unito al trattato di Maastricht, infatti il principale obiettivo di tale partito è il ritiro definitivo dall’Unione Europea. Al Parlamento Europeo l’Ukip ha due deputati, stesso numero anche alla camera dei Lord. Un grande successo elettorale c’è stato nelle amministrative del 2013, quando ha ottenuto il 23% dei consensi, rosicchiando molti voti all’altro partito di destra, i Tories (conservative party), che hanno raggiungo il 25% ed il 29% per i laburisti.

Il Premier conservatore David Cameron ha provato a contenere l’avanza del partito concorrente nella stessa area politica proponendo il referendum per uscire dalla zona UE, ma il leader dell’UKIP, Farage, rilancia ogni giorno con disquisizioni che lui definisce economiche e non razziste. Anche se l’ultima dichiarazione contro le comunità di immigrati in UK è stata:”Non è solo questione di soldi e PIL, ma anche di identità della nostra comunità”.

Ecco quindi che l’economia, anche quella antieuropeista, è solo una delle armi del razzismo.

imagesNigel Farage nella sua dichiarazione menziona l’immigrazione come “fenomeno che rallegra per la diversificazione del cibo”, però come fattore di debolezza per le offerte di lavoro ai “ragazzi britannici:”C’è un eccesso di offerta e troppe persone col salario minimo garantito. La nostra comunità continuando di questo passo non riconoscerà più le proprie città”.  

Una spallata poi è riservata a Cameron ed al suo esecutivo, che a suo avviso non sono chiari in materia d’immigrazione, perché ancora non si sono espressi sulla necessità di limitare i numeri d’immigrati da far entrare nei confini: “I Tories, conservatori, non vinceranno di nuovo alle prossime elezioni e non solo per colpa dell’Europa, ma perché gli elettori non possono più vedere David Cameron come un vero conservatore”.

Prima delle elezioni europee quanti nuovi movimenti xenofobi nasceranno sulla scia della crisi economica? Le sfide elettorali aprono i battenti e quelle etiche forse li chiudono.

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