Appello dell’Onu: sospendere la privatizzazione della filiera del Caffè in Burundi

Dal nostro sito partner Pressenza, un articolo che fa luce sulla ristrutturazione economica che si sta attuando nel terzo Paese più povero al mondo con il beneplacito della Banca Mondiale. Due esperti indipendenti dell’Onu hanno lanciato un appello in cui chiedono la sospensione della privatizzazione della filiera del caffè in Burundi prima di conoscere l’impatto che questa riforma avrà sulla tutela dei diritti umani nel Paese.

“Nel Burundi, il terzo paese più povero al mondo, i redditi derivati dalla coltura del caffè rappresentano, per una grande parte della popolazione, la differenza tra fame e sicurezza alimentare. Ciò nonostante, il paese sta riformando il settore caffè in un modo che rischia di destabilizzare i mezzi di sussistenza di un gran numero di piccoli produttori„, spiegano in un comunicato stampa il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alimentazione, Olivier De Schutter, e l’esperto indipendente sul debito estero ed i suoi effetti sui diritti dell’uomo, Cephas Lumina.

Le entrate derivanti dal caffè rappresentano l’80% delle entrate da esportazione del paese. Il 55% della popolazione, cioè 750.000 famiglie, dipende da questa coltura, in maggioranza piccoli contadini. Quasi i due terzi dei Burundesi vivono sotto la soglia di povertà ed il 60% soffre di malnutrizione cronica.

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