Architetture “fuori”

L’architettura è parte integrante della conformazione delle periferie, molto spesso l’edilizia popolare caratterizza le diverse periferie del globo, laddove non vi sono delle favelas. Oggi ci occupiamo di questo, parlando di un progetto interessante, a Bologna, e di un fallimento, a Roma.

Partiamo dalla capitale; nel 1997 l’architetto Richard Meier vince il bando per costruire la chiesa del “Padre Misericordioso”: pianta a tre vele, nel quartiere periferico di Via Tor Tre Teste, essa sarebbe dovuta essere la punta di diamante del Giubileo romano del 2000, a tutt’oggi versa in uno stato d’abbandono e di degrado che non le fa onore. Spaccature sulla pavimentazione esterna, lettere in metallo per la titolazione della chiesa asportate, screpolature nei conci delle vele,macchie di umidità sulle pareti e infissi fortemente degradati nella zona adibita a locali parrocchiali: ecco quello che un visitatore che si recasse oggi sul sito potrebbe vedere.

Nei primi anni successivi al 2003 anno in cui il centro parrocchiale entra nel pieno delle sue funzioni, l’edificio è stato oggetto di attenzioni mediatiche e meta di pellegrinaggio per amanti dell’architettura o semplici curiosi. La riflessione che si apre oggi non è solo (come hanno egregiamente documentato Ila Bêka e Louise Lemoine nel film Xmas Meier, proiettato al MaXXI lo scorso 27 giugno in un ciclo a cura di Emilia Giorgi) la calata nella quotidianità della vita del quartiere ma, visto lo stato di degrado in cui versa la struttura in sé, anche la necessità di riconsiderare le scelte fatte nel tempo e lo sforzo economico e non solo che le strutture di questo tipo richiedono. Quello che doveva essere, anche nell’uso dei materiali, un cantiere simbolo, si è rivelato proprio in questo campo un vero fallimento.

Nel capoluogo felsineo invece, è stato indetto un bando, dal titolo “Bella Fuori”, volto proprio a dei progetti che interessano un’area periferica tutta particolare di Bologna: alle pendici del vallo autostradale, fuori dalle alte mura insonorizzanti, dove negli anni ottanta erano sorti filari di case popolari attorno al circolo tennis, già presente dal 1963 e oggi sede della prestigiosa Bologna Tennis Academy. Un’area nella quale non mancano i contrasti: messo al centro un lacerto di terreno agricolo che il concorso prende ad oggetto, su di esso si affacciano i campi sportivi del circolo tennis e la curatissima villa di Unicredit Leasing, le case popolari e il relativo plesso scolastico. all’angolo tra via Martelli e via Rivani si trova il Centro Sociale Croce del Biacco, proprio di fronte all’antica parrocchia. Allargando di poco la lente territoriale, il mosaico delle differenze si amplifica, con Villa Gandolfi Pallavicini a ospitare i prestigiosi convegni della FAMFondazione Alma Mater, e il Centro islamico ad essa contiguo che in un capannone industriale stipa la preghiera del venerdì. Non è però solo un bel disegno quello che la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna si attende. Complice la crisi, il progetto dovrà essere sopratutto un processo, «che favorisca aggregazione, socialità e buona fruizione anche durante la fase di cantiere» [...], incoraggiando «gli abitanti e le associazioni locali a partecipare direttamente alla realizzazione di arredi, sistemazioni a verde, forme di gestione e manutenzione» [Fonte: il bando 2013]. Staremo a vedere (nel vero senso della parola) quali saranno i risultati.

di Filippo Cambise

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