Canfora-Zagrebelsky: «Democrazia o oligarchia mascherata?»

Dal Salone del Libro di Torino 2014 alcune riflessioni dalla presentazione del volume di Luciano Canfora e Gustavo Zagrebelsky La maschera democratica dell’oligarchia.

Siamo veramente giunti alla deriva della democrazia, ormai ridotta a un guscio vuoto, una maschera che nasconde il potere di un piccolo gruppo, che di fatto controlla il nostro paese?

Il titolo dell’ultimo libro di Canfora e Zagrebelsky, La maschera democratica dell’oligarchia, richiama questi e altri scenari. E il dialogo che si sviluppa, durante la presentazione al Salone del Libro, è di quelli che affascina.

La democrazia, spiega Luciano Canfora, nasce dalla lotta dei molti contro i pochi in piccole comunità: le città greche. Questa lotta è incompiuta, è un tentativo continuo di impedire che i pochi siano i soli a comandare.

Nella realtà odierna, questo meccanismo è diventato più perverso: le oligarchie non sono più così identificabili, diventano concentriche, sono sia piccole – i cerchi di potere del personaggio politico locale, per capirci – ma a un livello superiore diventano più influenti, sono formate da gruppi sociali i cui rappresentanti sono sempre in carica, magari in posti diversissimi tra loro; poi ci sono cerchi maggiori, a livello internazionale, planetario, con alcune figure chiave irraggiungibili dalle contestazioni dal basso, che non hanno più nemico, e che di fatto decidono dei destini del mondo. In questo senso, siamo oltre la lotta di classe.

Continua Zagrebelsky, che parla di un sistema oligarchico in Italia molto mobile, come una sorta di ruota che gira, che pesca in basso, porta al potere alcune persone e in poco tempo le può rovesciare.

È un giro di potere in cui si entra concedendo fedeltà a chi già è in alto, a discapito della libertà intellettuale, morale. E soprattutto, è un meccanismo di potere che divora le risorse pubbliche.

E chi è escluso da questo giro, come si comporta?

Zagrebelsky non ha dubbi: gli esclusi hanno perso la fiducia nella democrazia, mentre gli oligarchi sembrano utilizzare questa stessa parola per legittimare la loro azione.

Mai come oggi i governi fanno a gara per definirsi democratici, ma così facendo stanno rendendo la democrazia un guscio, sempre più vuoto.

Zagrebelsky, tuttavia, non ritiene che tutto sia perduto, e conclude con una previsione: quando saranno terminate le risorse pubbliche a disposizione, questo sistema si disfarà da solo.

A quel punto, la soluzione sarà o una chiusura delle istituzioni, una svolta autoritaria, oppure una ripresa della vita democratica, una spinta da parte degli esclusi che chiederanno di riappropriarsi del potere di cui sono stati privati.

Giovanni Andriolo

Osservatorio: "Il Grande Gioco: Nord-Africa e Asia Centro-Occidentale". Dal Marocco all'Afghanistan, passando per Iran e Penisola Araba: è questo il terreno in cui si sta combattendo la guerra poco religiosa nel cuore del mondo islamico. La posta in gioco? Egemonia regionale e controllo delle risorse energetiche. Un grande Risiko nella regione cuscinetto tra tre Continenti che coinvolge, più o meno ufficialmente, tutte le maggiori potenze del mondo.
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