Che aria tira oggi in Val Susa?

Andrea Leoni

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di Val Susa, i media main-stream l’han fatto appena dopo la giornata di mobilitazione dello sciopero generale europeo del 14 Novembre scorso, sottolineando come anche in quei territori la situazione si fosse surriscaldata e come le forze dell’ordine avrebbero dovuto “utilizzare lacrimogeni”.

I No Tav, in quell’occasione, si erano mobilitati a seguito delle trivelle che sono arrivate nella notte di martedì scorso all’autoporto di Susa per realizzare i “carotaggi non fatti grazie alla mobilitazione del movimento No Tav nel 2010″, come informa in un comunicato-chiamata il movimento stesso. Qui, potete ascoltare l’intervista fatta da Radio Black Out ad Alberto Perino, uno dei leader del movimento che spiega come, dove e quale sarebbe la strategia dei “devastatori”. Nelle giornate successive, in molti si sono trovati in Clarea, a Chiomonte, dove i militanti hanno subito un violento uso da parte delle forze dell’ordine dei lacrimogeni quando attraversavano sentieri vietati (la tossicità del gas CS e di come le convenzioni internazionali lo vietino ed anche l’uso improprio che se ne fa son stati denunciati per l’ennesima volta, leggere qui).

Nel frattempo, saranno ben quarantacinque i militanti No Tav a dover salire sul banco degli imputati mercoledì prossimo, 21 novembre, in quanto accusati di vari reati (lesioni, devastazione,…) durante le giornate di mobilitazione del 26 giugno e del 3 luglio del 2011 quando avvennero scontri con le forze dell’ordine. I provvedimenti che prenderanno e quelli già presi dalla Giustizia, però, non intimoriscono e non scoraggiano il movimento No Tav che domani si troverà per un’assemblea alla palestra polivalente di Bussoleno dove si discuterà, tra le altre cose, della prossima tappa del movimento: Lione. Il 3 dicembre.

Per rimanere in tema di Giustizia e Notav, proprio oggi sono saranno giudicati a Iruñea (Pamplona) tre attivisti della piattaforma Aht Gelditu (che si oppone alla costruzione del treno alta velocità nei Paesi Baschi) rei di aver fatto delle scritte contrarie alla costruzione del treno veloce.

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