Chi sono gli Abu Sayyaf e il Moro National Liberation Front che si sono scontrati domenica nelle Filippine?

Più di ventidue morti ci sono stati in un’ operazione lanciata dal Moro National Liberation Front contro le basi di Abu Sayyaf nel sud delle Filippine per liberare un giornalista di Al-Arabiya, Baker Abdullah Atyani, rapito dai miliziani islamici insieme a due giornalisti filippini (poi liberati).

Tutto ciò è avvenuto domenica scorsa in zone della giungla di Patikul, nella provincia di Sulu, sud delle Filippine. L’attacco è stato mosso dal Moro National Liberation Front (Mnlf), organizzazione politica che lotta per l’indipendenza dalle Filippine e per la creazione di uno Stato, su basi islamiche, che si estenda nei territorio delle Isole Sulu, di Mindanao (regione autonoma ora in cui è proprio l’Mnlf il partito di governo) e di Palawan. L’organizzazione, costituita da ex ribelli musulmani,che ha però firmato un accordo di pace con il governo.

 

 

Dall’altra parte invece c’erano i ribelli di Abu Sayyaf noti anche come al-Harakat al-Islamiyya anche loro lottano per la separazione di vari territori dalle Filippine e sono legati ad al-Qaeda. La loro attività, sin dalla sua formazione nel 1990, è stata quella di fare attentati, rapimenti ed estorsioni (sono bande criminali nella regione autonoma di Mindanao). L’importanza strategica di questo gruppo islamico, ma delle altre tante fazioni che fioriscono nelle Filippine, è testimoniata anche da un meno noto intervento nell’ambito dell’operazione statunitense “Enduring Freedom” nel 2002. Intervento nel quale agenti della Cia erano stati dispiegati per assassinare leader chiavi delle milizie islamiche proprio nelle Filippine.

Quanto ai legami tra al-Qaeda e territori nelle Filippine, vi proponiamo un interessante focus del Council Foreing Relations in cui si fa un quadro generale delle attività delle milizie islamiche nel territorio.

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