Com’è iniziata la rivolta in Siria

Il 15 marzo 2011 è la data in cui si fa iniziare convenzionalmente le rivolte contro Assad, ma cosa successe quel giorno a Dara’a ? (peraltro tutto ad opera di una quindicina di ragazzi tutti sotto i diciassette anni).

Parlare del conflitto siriano dall’inizio è molto complicato: iniziarono manifestazioni pacifiche e poi tutto degenerò (per capirci qualcosa in più vi rimandiamo ad un’intervista con Gabriele Del Grande, che potete trovare qui) però convenzionalmente il tutto inizia il 15 marzo del 2011 quando, come riporta anche un vecchio articolo del TIME, le parole che si scandivano in Egitto, in Tunisia ma anche in Yemen e Bahrain vennero scritte su un muro della città agricola di Dara’a. “La gente vuole la caduta del regime” era la frase scritta da alcuni giovani (tutti sotto i diciassette anni) della cittadina proprio una settimana prima del 15 marzo. Proprio quel giorno di metà marzo il governatore locale decise di “andare giù duro” contro quest’iniziativa: i 15 ragazzi furono arrestati. Da ciò iniziarono a prender vigore le manifestazioni (che già si tenevano) in molte parti della Siria.

daraa

 

Dara’a, che si trova nel sud della Siria al confine con la Giordania, il Libano ed Israele, oggi torna attuale dopo tre anni durante i quali ha registrato la perdita di numerosi cittadini: sin dall’inizio delle rivolte qui la polizia ha sparato sui manifestanti. Il governatore fu subito destituito ed i 15 bambini furono rilasciati dal carcere il 25 marzo successivo arrivò il “venerdì dei martiri” e così l’escalation della guerra civile che ha attraversato anche la città che ha portato lo stato siriano in questa condizione.

Nel frattempo la situazione non migliora ne’ dal punto di vista diplomatico ne’ tanto meno sul campo. A Teheran si sono riuniti i sostenitori di Assad con la “Conferenza degli amici della Siria” dove si è tastata un’altra volta la presa di posizione di alcuni stati nel conflitto siriano:  il presidente della commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento di Teheran, Alaeddin Boroujerdi ha affermato che “il popolo siriano deve decidere il proprio futuro” e con ciò ha anche tenuto a ribadire di come la soluzione “diplomatica” sia ancora possibile.

Assad invece ha fatto visita ad un centro per sfollati vicino a Damasco, le tv di stato hanno mostrato il presidente siriano compassionevole verso i bambini rifugiatisi nel quartiere roccaforte e dicono che ha ascoltato le loro richieste.

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