Come prosegue la guerra in Siria: ad Homs è la battaglia principale

Ancora una volta in Siria la bilancia dell’andamento della guerra civile in corso, sembra pesare di più dalla parte delle forze governative di Assad. E ciò grazie soprattutto all’apporto delle milizie di Hezbollah, le truppe lealiste sembrano poter avere speranze concrete di continuare la lunga battaglia di Homs, nel centro della Siria.

Homs (o meglio conosciuta come la “capitale della rivoluzione”) è molto significativa per i ribelli perché fu teatro di forti combattimenti, perché sono lì le truppe dei ribelli, perché è il crocevia di vari collegamenti (Damasco e la costa) e perché i collegamenti ora sono fondamentali per il rifornimento di cibo e armi: ora qui si sta combattendo un’altra battaglia molto importante. Come quella di Qusayr, anche questa, sta acquistando una rilevanza da non sottovalutare per l’impegno del gruppo libanese di Hezbollah, che grazie alle proprie armi è riuscita a dare un concreto aiuto e un cambio di sorte della guerra civile in Siria.

 

 

 

Secondo le ultime notizie riportate dall’agenzia AFP che ha sentito il direttore dell’Osservatorio per i diritti umani in Siria Rami Abdel Rahman, si stanno susseguendo in queste ore feroci bombardamenti anche se “l’esercito non ha fatto progressi”. Le zone che si stanno bombardando sono i vecchi quartieri della città e il quartiere di Homs, Khaldiyeh. “Gli scontri infuriavano sui bordi dei distretti. L’esercito e la [milizie pro-regime] Forza di Difesa Nazionale ha perso 32 uomini in due giorni “, ha detto Abdel Rahman. ”Possiamo confermare ora che Hezbollah sta prendendo parte ai combattimenti sul fronte di Khaldiyeh, e che stanno usando la [maggioranza del quartiere alawita di] Zahraa come base.” Secondo anche quanto riporta il canale arabo Al Arabiya che ha sentito un attivista che sta combattendo ora sul campo,  le truppe di Assad, le truppe di Assad starebbero cercando di prendere d’assalto Homs su “quattro fronti”.

Nel frattempo il conflitto continua in tutto il paese, anche Damasco è teatro di numerosi scontri oramai da tempo, quest’oggi anche Yarmuk, campo profughi palestinese, e Daraya sono stati presi di mira dai bombardamenti. I ribelli aspettano dei concreti aiuti dall’occidente che, come hanno fatto gli Stati Uniti, muovono le armi fino in Giordania e il Libano la preoccupazione per l’influenza del conflitto è molta e i militari torturano per estorcere qualsiasi informazione.

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