Come si è arrivati alla guerra in Mali

Andrea Leoni @andrea9161

Come avrete sicuramente appreso anche dai giornali italiani, in Africa si è aperto un conflitto (ma non da ora) con attori europei inclusi. Facciamo una sintesi di quello che è successo fino ad ora per capire come si è arrivati fino a questo punto.

L’instabilità politica che ha portato in primo luogo al golpe militare dello scorso anno e successivamente al conflitto al quale partecipa ufficialmente la Francia viene da lontano. Tutto (ri)comincia nel 2008 quando nel Nord del Paese (regione che è maggiormente interessata nel conflitto) il gruppo etnico Tuareg (popolazione nomade che nel Sahara in Mali e Niger soprattutto, ma anche in Algeria come testimonia il rapimento della Rossella Urru) e le altre etnie maggioritarie del Paese riaccendono conflitti mai dimenticati: i Tuareg sarebbero responsabili di sostenere sostenere minoritarie ribellioni come quella nella regione di Kidal.

Il conflitto nel Nord del Mali si ripropone in maniera più organizzata (e con uno scopo) nel gennaio dello scorso anno (anche dopo che una grossa quantità di armi erano state portate nel territorio dopo la guerra civile libica) quando diversi gruppi di insorti raggruppati nel Movimento per la liberazione dell’Azawad (Mnla) ed appoggiati da gruppi islamici come quello l’Ansar Dine, l’Aqim e il Mojwa che danno vita ad una campagna contro il governo centrale e richiedono l’autonomia del Nord, ovvero dell’Azawad, da gennaio fino a marzo i miliziani attaccano città ed avanzano. Tutto a inizio a Menaka, ma la loro avanzata da quel piccolo paesino non si fa attendere e quindi città come Aguelhok, Tessalit e Kidal subiscono i loro attacchi (in questo primo momento identificato come quello della ribellione Tuareg, c’è da sottolineare come ci sia già stato un intervento aereo da parte degli Stati Uniti).

Il conflitto del Nord viene gestito in maniera poco chiara dallo Stato centrale, e la situazione nel Paese degenera: il dissenso da parte dei soldati del campo militare di Kati (vicino la capitale Bamako) che cercava di esser placato da una visita del ministro della difesa si trasforma in una sassaiola da parte dei militari contro lo stesso ministro Sadio Gassama, che poi viene sequestrato. E’ il 21 marzo del 2012. Nello stesso giorno, un clima di panico generale: nella sede della televisione di Stato i ribelli fanno irruzione e gli stessi soldati cercano il primo ministro Amadou Toumani Touré. Il giorno successivo i soldati ammutinati dicono di fatto un colpo di Stato: la Costituzione è sospesa, le istituzioni non hanno più alcun potere e i media sono in mano agli stessi soldati ammutinati. Un’improbabile golpe che si conclude con un’accordo tra le due parti dove il potere passa allo speaker del parlamento, Dioncounda Traoré (lo stesso che ha chiesto l’aiuto della Francia).

In questo clima di instabilità politica dove molti attori internazionali cercano di intervenire per mediare, i ribelli Tuareg dell’Mnl e i miliziani avanzano. Reuters definirà questo golpe militare come un “clamoroso autogol” nella lotta contro i ribelli del Nord e difatti è così: il Mnla e le milizie islamiche avanzano fino alla regione di Gao, conquistandone anche l’omonima città, la principale. La momentanea fine delle ostilità con l’esercito del Mali, fa sì che l’Mnla e gruppi islamici cercano di conciliarsi per intendere la costruzione di un nuovo stato indipendente, ma l’incontro non funziona e tutto degenera con gli scontri a Gao dove si affrontano il 27 giugno del 2012 Mnla e gli islamici del Mojwa (che poi prendono il controllo della stessa città). A questo punto a metà luglio il Mnla perde il controllo delle città del Nord, in mano agli islamisti.

Colloqui tra militari e miliziani, tra miliziani stessi falliscono tutti e l’Onu da il suo permesso ad un intervento. Tutto ciò fino a quando anche il centro del Mali sembra essere caduto nel caos del conflitto tra miliziani ed esercito del Mali. Combattimenti che nella zona centrale sarebbero iniziati mercoledì scorso e durati per una giornata intera hanno portato alla conquista di Konna (nel Mali centrale) da parte dei miliziani sulle truppe governative. Quest’ultimi sarebbero dovuti indietreggiare fino a Sévaré una città più a sud (di circa 70 chilometri). In questo scontro armato sarebbero state tre le fazioni islamiste che si sono affrontate contro l’esercito governativo: Ansar al Din, Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqim) e il Movimento per l’unità e il Jihad in Africa occidentale (Mujao).

A questo punto si arriva alla situazione di oggi, quando il presidente francese François Hollande annunciato a mezzo stampa venerdì 11 gennaio che lo Stato francese è pronto per un intervento militare in Mali. Il conflitto è iniziato ed è già morto il primo soldato francese. Ancora non si capisce bene quale sia l’effettivo numero di soldati francesi coinvolti in questa guerra, domani Hollande ha detto che riferirà della situazione del Mali al parlamento francese. Proprio Konna è la prima città che è stata riconquistata dall’esercito francese e ora il conflitto si è spostato nella città di Gao.

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