Come stanno andando le cose a Yarmouk (dove si muore di fame)

Yarmouk, è il campo profughi nei pressi di Damasco dove in questi ultimi giorni sono morte per mancanza di cibo più di 55 persone. Sono riusciti ad entrare i primi aiuti da pochi giorni, ma la situazione rimane molto grave.

Yarmouk è uno dei molti campi profughi palestinesi in Siria che furono creati dopo il 1948 (esattamente nel 1957), a seguito appunto della guerra tra Palestina ed Israele. Dati anche gli anni che sono passati, il campo non è costituito da tende ma da ripari in blocchi di cemento, piccole ed ammassate abitazioni, come quasi ogni campo profughi palestinese, ci sono scuole e relativi progetti, nonché ospedali perlopiù gestiti dall’UNRWA. Il campo ospita più di 110 mila persone e si trova nei sobborghi di Damasco, da tempo epicentro del conflitto tra l’esercito di Assad e i cosiddetti ribelli.

Sin dall’inizio del conflitto a Yarmouk la situazione si è fatta sempre più complicata, numerose le esplosioni all’interno dello stesso campo profughi, ma dallo scorso luglio, da quando i militari del presidente siriano Bashar al Assad hanno assediato la zona sud del campo e bloccato l’ingresso dei convogli umanitari, la popolazione del campo è in mancanza di cibo e di farmaci. I numeri sono drammatici: più di 55 persone sarebbero morte e in 20 mila stanno patendo la fame. Le foto e i video che testimoniano i corpi magrissimi dei bambini hanno fatto il giro del mondo, come le testimonianze di qualche attivista che denuncia l’esoso prezzo dei pochi alimenti rimasti e gli spiacevoli espedienti che la gente sta cercando per poter mangiare.

Il seguente video mostra una bambina di soli 2 mesi morta di malunutrizione

Gli aiuti umanitari dell’UNRWA sono riusciti ad entrare lo scorso lunedì 27, sono rientrati in questi giorni (anche oggi) ma la situazione rimane molto grave.

 Questo il video che testimonia l’arrivo degli aiuti e la distribuzione

 

In un editoriale del The Daily Star del Libano, uno dei più autorevoli quotidiani in lingua inglese nel Medio Oriente, si attacca senza mezzi termini da giorni l’ipocrisia dei colloqui di Ginevra proprio mentre a Yarmouk la gente sta morendo di fame. Anche quest’oggi, nell’editoriale si legge come le dispute tra il governo siriano e l’opposizione che stanno discutendo di “terrorismo” e ciò “rischia sempre di far passare in secondo piano l’urgenza di agire sul fronte umanitario“.

Alcuni diplomatici e funzionari stanno concentrando la loro attenzione su come alleviare l’assedio sulla città di Homs, ma senza risultato. Si possono aggiungere molti altri problemi – cosa fare in risposta alla distruzione documentata di interi quartieri civili, come affrontare le accuse di tortura sistematica e sparizioni nelle carceri del regime e come garantire che qualcuno, alla fine, venga punito per gli attacchi con armi chimiche dello scorso anno in zone vicine alla capitale Damasco“. E continua: “Se non è chiaro, il mondo oramai dovrebbe sapere che le autorità siriane ritengono di non aver fatto nulla di male, perché starebbero affrontando una “cospirazione terroristica internazionale“. L’editoriale si conclude affermando come “potrebbe essere facile respingere le teorie della cospirazione, ma ci sono motivi per ritenere che una congiura del silenzio e l’inazione hanno permesso a tutti questi orrendi crimini di guerra e violazioni dei diritti umani di accumularsi, con nessuna punizione in vista“.

Di seguito qualche foto raccolta su twitter.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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