Cosa è successo in Val Susa (e cosa si dice nei bar di Chiomonte)

Le varie testate giornalistiche, i media in generale e i politici, sono tornati sulla costruzione del treno ad alta velocità in Val di Susa, lo hanno fatto dopo che nella notte tra il lunedì e il martedì è stato attaccato (azione non rivendicata) un compressore. Per questo si è arrivati a parlare di “tentato omicidio”, “attentato terroristico”, “terrorismo”, “anarchici” e via dicendo. Ma cosa c’è dietro tutta la storia?

Parliamo innanzi tutto dei “feriti” (di cui parla una certa stampa) e di cui il comunicato del movimento No Tav fa chiarezza: “La realtà è che non ci sono stati feriti e l’attacco è avvenuto alle cose e non alle persone. Un compressore annerito è l’unico “ferito”. Un po’ poco per giustificare un “tentato omicidio” a meno che anche il compressore sia considerato un operaio del cantiere”. La Stampa giornale molto interessato nella vicenda Tav dà voce all’operaio aggredito: “Mi hanno puntato un faro addosso per accecarmi, poi le pietre. I vetri in frantumi, ferito al viso dalle schegge”. Solo che poi sull’operaio in questione corrono in giro varie voci come del tipo: “… Si dice, sempre nei bar di Chiomonte, che la sassaiola potrebbe essere una di queste manifestazioni di contrarietà al suo comportamento e suo al vizio inveterato per lo sputtanamento-delazione dei colleghi grazie al quale alcuni di questi hanno avuto serie rogne con i datori di lavoro” (qui, potete leggere qualcos’altro).

Dopo la vicenda abbiamo assistito alle varie discussioni, un gruppo di “tecnici” come Maurizio Lupi tiene a ribadire in uno speciale a Porta a Porta (dove, tra gli altri, c’è anche il tecnico Virano) si è subito riunito per parlare dell’ “importanza strategica” che riveste il treno ad alta velocità (non solo problematica valsusina, ma nazionale come dice Angelino Alfano e come molti prima di lui hanno sosenuto). Nel video sotto le decisioni prese (che vanno dall’aumento delle forze dell’ordine all’allargamento della zona rossa) e le dichiarazioni dei ministri Angelino Alfano e Maurizio Lupi (tanto per capire come si muoverà il nuovo governo).

 

Rispetto alle violenze definite come atti di terrorismo, si è addirittura associato chi ha fatto parte dell’azione ad un’organizzazione di tipo paramilitare dal ministro Alfano, i No Tav commentano e ribadiscono che: “ il tagliare le reti e il colpire macchinari sono azioni non violente” e che “il giorno dopo l’azione il piccolo presido No Tav a ridosso delle reti è stato completamente devastato (da chi? visto che lì o ci sono i No Tav o le forze dell’ordine?)… ma nessuno chiaramente ne parla…” per poi ricordare la ingente quantità e le maniere utilizzate dalle forze dell’ordine che già sono (o sono state) presenti nel territorio valsusino (qui, trovate il comunicato completo).

Alcune risposte poi sono state date anche nell’assemblea pubblica svoltasi dai No Tav a Bussoleno di cui vi proponiamo un video (molto interessante la parte in cui Perino parla della teoria della non violenza).

 

Di seguito, vi proponiamo un altro video del Fatto Quotidiano sulla vicenda degli espropri (che si dovrebbero avvicinare)

 

Rispetto alla vicende e di come le attenzioni (anche dei nuovi parlamentari) sono cambiate, vi consigliamo di leggere (qui) l’approfondimento che vi avevamo proposto il giorno dopo della visita dentro il tunnel del Movimento Cinque Stelle.

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