Cosa pensano le FARC del nuovo Papa?

In Colombia si continua a combattere un conflitto che viene più o meno calcolato dai media. I colloqui di pace che sono iniziati l’anno scorso il 19 novembre all’Avana sono intanto arrivati al settimo “round” nel quale i guerriglieri e il governo si stanno facendo passi notevoli per la “costruzione dell’accordo finale”.

Nei giorni scorsi, però, il gruppo armato ha detto anche la sua sulla nomina del papa Bergoglio, affermando come la nomina di Francesco I a capo della Chiesa cattolica “rappresenta una voce di incoraggiamento a tutte le persone che lottano in condizioni di povertà e l’ingiustizia. La sua origine latino-americana, e la sua ammirazione e la devozione a San Francisco di Assisi, indicano che le alte sfere ecclesiastiche assumono un compromesso di riscatto sociale sulla terra. Accogliamo con favore l’avvento di un rappresentante del Terzo Mondo al trono di San Pietro e ci auguriamo che la sua missione sia illuminata dalla immagine di Gesù che caccia i mercanti dal tempio”. 

Finendo a parlare anche del conflitto colombiano “Più di sei anni di sanguinoso scontro hanno caratterizzato la vita colombiana. Il nostro è un popolo grida e invoca la pace ed è riuscita ad aprire un processo per conquistarla”. E ancora si legge nel comunicato: “Continuiamo a sperare che la voce della Chiesa ora acquisisca il tono necessario per ottenere finalmente la moderazione del suo orgoglio”. Dalle montagne della Colombia. Ovviamente.

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