Cosa sta succedendo in Argentina?

Secondo giorno di violenze e saccheggi, stavolta con il finale tragico di due morti a Rosario. Da Buenos Aires fino alla Patagonia tutto lo Stato sudamericano è in rivolta. Centinaia gli arrestati come i feriti. La situazione non sembra destinata a calmarsi.

L’hanno chiamata la “violencia social” perché non si sà bene da come e da cosa sia partito, ma il dato di fatto è che vengono attaccati grandi catene di centri commerciali, stazioni di servizio e grandi negozi. Lo scenario è senza dubbio diverso, come il contesto pure, ma la spontaneità ricorda molto i riots londinesi ed è completamente diverso anche da quei giorni di undici anni fa dove proprio in Argentina violenti tumulti seguirono alla caduta del Paese.

Comunque sia sono due giorni che in tutto il Paese avvengono scontri tra polizia che utilizza gas lacrimogeni e manifestanti che rispondono con lanci di pietre. I saccheggi sembrano abbiano una matrice politica che dovrebbe riguardare i sindacati Cgt e Cta secondo il governo, ma i sindacalisti in questione, Hugo Moyano (Cgt) e Pablo Micheli (Cta), negano e annunciano querele.

Le immagini che vengono proiettate sono molte violente: vengono rubati alimenti ma anche televisori al plasma e vari elettrodomestici ed il bilancio è sempre più pesante nella sola provincia di Buenos Aires gli arrestati sono 378. I morti invece sarebbero due fino ad ora: Silvina Barnachea, 40 enne, della provincia di Rosario che si sarebbe ferita alla mano nel tentativo di sfondare una finestra e un ragazzo 22 enne che sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola durante un saccheggio. E questo sarebbe la conferma di come in questi tumulti siano molte le armi utilizzate.

Saccheggi di questo tipo in cui la polizia è dovuta intervenire sono avvenuti a Buenos Aires proprio la settimana scorsa e noi ne avevamo parlato non sottovalutando la portata del fatto. Gli attacchi ai supermercati, iniziati nella città di Bariloche, sono la prova di come lo Stato si trovi in seria difficoltà economica (disoccupazione sempre più in aumento) e sia politico (il governo di Cristina Kirchner ha avuto le prime enormi proteste di piazza già a settembre). Il governo, da parte sua, attribuisce i tumulti con le parole del viceministro alla Sicurezza, Sergio Berni ad “Alcuni argentini vogliono portare il Paese nel caos e nella violenza” e che verrebbe confermato dal fatto che rubare i televisori al plasma non sarebbe un gesto politico fatto per fame.

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