Cosa succederà il 19 ottobre?

Un delirante articolo del Tempo, il silenzio del Manifesto, l’interdizione di Berlusconi e il pellegrinaggio sulla tomba di Tommaso Moro da parte dei politici.

Il 19 ottobre, e di certo non siamo noi che ve lo anticipiamo, sarà la giornata culmine di una settimana di mobilitazioni che vedranno migliaia di precari, attivisti e studenti scendere nelle piazze. A lanciare la giornata della “sollevazione generale” è stata la piattaforma del movimento di lotta per la casa, una giornata di, come riprendiamo dall’appello di Infoaut,: “lotta aperta, che si generalizzi incrociando i percorsi, mettendo fianco a fianco giovani precari ed esodati, sfrattati, occupanti, senza casa e migranti, studenti e rifugiati, no tav e cassintegrati, chiunque si batte per affermare i propri diritti e per la difesa dei territori. Uniti contro le prospettive di impoverimento e sfruttamento imbastite dalla troika e dall’obbedienza di un governo tecnico che, tra decreti del “Fare” e “Service Tax”, favorisce i ricchi per togliere ancora di più ai poveri: barattando l’Imu con nuovi tagli alla spesa ed una nuova aggressione al diritto alla casa e all’abitare; favorendo la speculazione edilizia, il consumo di suolo e i processi di valorizzazione utili alla rendita, mentre vi sono centinaia di migliaia di case sfitte; delegando i servizi e il welfare ad una governance locale che, per far quadrare i conti aumenterà le tasse e produrrà ancora tagli e privatizzazioni.” Ci saranno varie assemblee in cui si parlerà per la costruzione di questa mobilitazione ed una di queste (nazionale) è prevista per sabato 28 settembre all’Università della Sapienza a Roma (dovrebbe tenersi alla facoltà di Fisica).

La data è stata colta al volo dal giornale Il Tempo che ieri se n’è uscito con un articolo a firma di Augusto Parboni (noto cronista del faziosissimo giornale) che con un titolo ad effetto ha parlato di “Tornano gli spacca vetrine: «Città in fiamme»” chi scenderà in piazza secondo il giornalista sono: “una galassia composita alimentata da appartenenti ai No Tav, black bloc, frange violente della lotta per la casa, anarco-insurrezionalisti fino ad arrivare agli ultrà più aggressivi che con il calcio non hanno nulla a che fare” (qui potete leggere l’articolo completo). Con estrema faziosità ma ne hanno parlato, cosa che il quotidiano Il Manifesto non sta facendo dando anzi rilievo e spessore all’altra giornata (quella del 12 ottobre) dove i sinistri e i partiti veterocomunisti con Landini e Rodotà scenderanno in piazza Costituzione alla mano. Il giornale comunista getta così l’ennesimo silenzio nei confronti della base movimentista, altro episodio il boicottaggio della campagna a cui anche First Line Press ha aderito: quella contro la tortura di Stato.

Così il 19 ottobre sarà una giornata di lotta in cui il giorno dopo non dovremmo ascoltare nei vari telegiornali, perlomeno non come primo argomento, le vicende giudiziarie di Berlusconi (la data coincide con il pronunciamento dei giudici di Milano sul ricalcolo della sua interdizione) e neanche della passeggiatina di alcuni deputati che andranno tre giorni in pellegrinaggio a Londra per visitare la tomba di Tommaso Moro (colui che invitava i cattolici all’impegno in politica) come avverte Maurizio Lupi su twitter.

Per approfondire l’audio di Radio Onda Rossa sull’assemblea in vista del #19O che si terrà domani (per i romani) al Volturno Occupato.

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