Crisi mercato: l’altoforno 2 si ferma

Il 1 Luglio l’altoforno 2 si ferma. La crisi del mercato siderurgico colpisce anche l’Ilva di Taranto. Con lo stop dell’altoforno 1 e 2 la fabbrica è in procinto di marciare con un solo altoforno. Questo stop è l’occasione per mettere in atto le prescrizioni per la messa a punto degli impianti come ha sancito l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

Per gli inizi dell’anno prossimo è previsto anche lo stop dell’altoforno più grande di cui l’Ilva dispone nonché il più grande d’Europa: l’altoforno 5 del famigerato camino E312. Probabilmente l’altoforno 5 e 1 saranno contemporaneamente inattivi in quanto nel 2014 sarà in corso il rifacimento delle batterie coke che alimentano l’impianto (c’è la possibilità che l’altoforno 1 venga attivato e alimentato con coke acquistato all’esterno e non prodotto in casa).

Crisi del mercato siderurgico quindi. Gli esperti affermano che ogni anno viene prodotto più acciaio di quanto sia effettivamente il fabbisogno mondiale. Infatti sono prodotti annualmente 1.8 miliardi di tonnellate a fronte di un consumo di 1.5 miliardi di tonnellate.

Obiettivo di ogni siderurgico è quello quindi di abbattere il più possibile i costi di produzione per incrementare il profitto. Si è parlato di un eventuale trasloco degli impianti in Cina ma lo scenario non è realistico perché la Cina è il Paese in cui vi è “overcapacity” ossia viene prodotto più acciaio di quello che serve. E’ in atto infatti un programma di diminuzione della produzione.

Si potrebbe pensare di inserire Taranto nel discorso riguardante l’articolo 27 del Decreto Sviluppo 2012 (“Misure per la crescita sostenibile”). In un quadro di crisi irreversibile a causa dell’overcapacity mondiale, una soluzione è la riconversione industriale.

Puntare dunque sul turismo, sulle attività marinaresche, sull’agricoltura.  Appare difficile tutto questo se non si acquisisce la mentalità di città turistica (ci spieghi perché il Comune ha sancito la chiusura del Museo Archeologico di Taranto per tutto il periodo estivo per tagli alla spesa).

Viviamo un periodo in cui in città tutto accade ma nulla cambia.

di Cosimo La Gioia

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