Dall’Arena di Pace e Disarmo: Alex Zanotelli

Continuiamo a pubblicare i contenuti esclusivi che abbiamo realizzato all’Arena di Pace e Disarmo del 25 aprile scorso a Verona. Nel video l’intervista ad Alex Zanotelli e parte del suo intervento dal palco

 

 

 

«Appartengo a una generazione, nata dalla Seconda Guerra Mondiale, che sarà la più maledetta della storia umana. Nessun’altra generazione ha distrutto e violentato il pianeta come l’abbiamo fatto noi».

 

Con queste parole dure e determinate padre Alex Zanotelli, missionario comboniano oggi attivo nel quartiere napoletano della Sanità dopo anni in Africa e figura storica del movimento per la pace e il disarmo, scuote il pubblico dei 13.000 dell’Arena di Pace e Disarmo.

Secondo Zanotelli, che è stato inoltre tra i promotori e organizzatori della manifestazione, la nonviolenza in Italia nonostante tutto sta crescendo, ma non è sostenuta finanziariamente e politicamente.

Da queste necessità parte la proposta concreta venuta fuori dall’evento veronese nella giornata della Resistenza: l’istituzione di un Dipartimento di difesa civile nel quale far rientrare la formazione e la gestione statale di tutti quegli strumenti di difesa e risoluzione non armata di conflitti. Stiamo parlando, ad esempio, di Corpi Civili di Pace, forze di interposizione, protezione civile.

La dotazione da parte dello Stato di tali forze si pone come necessità fondamentale, non solo in una prospettiva di disarmo e graduale riduzione delle spese militari e in armamenti, non solo per adeguarsi a molti altri Paesi in Europa e nel mondo, ma anche per dare piena attuazione alla Costituzione e al tanto trascurato articolo 11 che “ripudia la guerra”.

Ma come finanziare un investimento nella difesa civile? Da Zanotelli e dall’Arena di Pace e Disarmo viene lanciata anche in questo caso una proposta concreta: l’opzione fiscale. Vale a dire la possibilità per il cittadino, così come l’obiettore di coscienza rifiutava il servizio militare obbligatorio, di rifiutare di finanziare con le proprie tasse i costi statali (a nove zeri) della guerra. E di destinare, invece, il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi alla difesa non armata.

 

Bookmark the permalink.