Il disastro della miniera di Soma ci fa rivivere Roboski

Il disastro della miniera nella cittadina turca di Soma ha sottratto la vita a 301 minatori. Il Governo nega la responsabilità per le morti. Ci sono somiglianze con il massacro di Roboski, che ha messo fine all’esistenza di 34 cittadini alla fine del 2011. Gli abitanti del villaggio di Roboski si sentono così vicini alle persone di Soma in lutto che hanno deciso di recarsi in quel luogo.

Le fosse comuni di Soma,

 

ha detto Veli Encü,

il dolore che le persone stanno affrontando e le lacrime che versano ci ricordano il nostro dolore. Ci fa rivivere Roboski.

 

Veli Encü è una delle persone che ha perso molti parenti nel massacro di Roboski, in cui, il 28 dicembre 2011, 34 civili (19 erano minorenni) sono stati uccisi dall’esercito turco. È anche il presidente di una fondazione che cerca giustizia per le vittime.

Lui e molti abitanti dello stesso villaggio affronteranno questa settimana il lungo viaggio che va dalla provincia sud-orientale di Sirnak alla cittadina occidentale di Soma per porgere le loro condoglianze alle persone in lutto in quel luogo.

Ma il dolore condiviso non rappresenta l’unico parallelo tra le catastrofi accadute a Soma a Roboski. Il modo in cui il Governo dell’AKP si occupa della perdita di vite umane e la responsabilità che si assume per Soma assomiglia al caso di Roboski e getta crudi riflessi sullo stato.

Funerali. In alto, una fila di bare a Soma, la scorsa settimana. In basso, il funerale delle 34 vittime del massacre di Roboski, 30 dicembre 2011. Foto via Twitter.

Funerali. In alto, una fila di bare a Soma, la scorsa settimana. In basso, il funerale delle 34 vittime del massacro di Roboski, 30 dicembre 2011. Foto via Twitter.

Orhan Kemal Cengiz non ha bisogno di pensare molto, prima di ricordare un’enorme somiglianza tra Roboski e Soma. Cengiz è avvocato e giornalista, e ha detto:

La prima cosa che mi viene in mente è il totale diniego di reponsabilità da parte del Governo. Ha la responsabilità di evitare che tali disastri si verifichino, di ispezionare i luoghi di lavoro e far rispettare le norme di sicurezza.

 

Anche se la causa esatta del disastro in miniera non è ancora nota, Cengiz sa per certo che le strette relazioni tra grandi compagnie come la Soma Holding e il Governo sono alla radice del problema:

L’AKP intraprende una cosiddetta politica economica liberale ma non esiste nessuna libera imprenditorialità. Non c’è nessuna concorrenza nel settore minerario, né in altri: il Governo compra tutto il carbone e lo distribuisce, per esempio ai poveri, che in cambio dovrebbero votare per l’AKP.

 

Cengiz afferma che le licenze per l’estrazione vengono concesse dall’ufficio del Primo Ministro e che lo stesso avviene nel settore edilizio; le compagnie non ottengono licenze in base alle offerte o a altri criteri economici oggettivi. Ha detto:

Quello che conta è se sei vicino al Governo oppure no. Se lo sei, puoi fare qualsiasi cosa.

 

Questo è il motivo per cui anche le ispezioni di sicurezza sul posto di lavoro sono una farsa: se concedi una licenza a un imprenditore amico, non lo disturberai troppo con questioni che potrebbero frapporsi sulla via del far soldi.

La madre di una vittima del massacro di Roboski in seguito al disastro della miniera di Soma. Il testo recita: “Non è un incidente, è un omicidio. I nostri cuori sono a Soma”. Foto via @Jeaquares on twitter

La madre di una vittima del massacro di Roboski in seguito al disastro della miniera di Soma. Il testo recita: “Non è un incidente, è un omicidio. I nostri cuori sono a Soma”. Foto via @Jeaquares su Twitter

Gli attori coinvolti nel massacro di Roboski erano diversi, ma lo stesso riflesso è a portata di mano: l’esercito ha effettuato il bombardamento e le istituzioni statali si proteggono l’un l’altra. A Soma è il Governo che avrebbe dovuto porre regole al comportamento delle imprese e proteggere i lavoratori; a Roboski il Governo avrebbe dovuto controllare l’esercito – e in entrambi i casi, non l’ha fatto. Anche se fino a oggi le esatte circostanze del massacro di Roboski restano un segreto di stato e non si sa neanche chi abbia dato l’ordine di bombardare, il fatto è che l’esercito era sotto il controllo del Governo oppure avrebbe dovuto esserlo.

Il massacro di Roboski è avvenuto più di due anni fa e ancora non è chiaro che cosa sia realmente accaduto. Era stata istituita una commissione parlamentare d’indagine ma la maggioranza dei suoi membri era composta da deputati dell’AKP, e i rapporti più importanti che avrebbero potuto far luce sui dettagli di quella sera sono stati dichiarati “segreto di stato”.

Quando gli ho chiesto se mai verrà a galla la verità sul disatro della miniera di Soma, Orhan Kemal Cengiz ha risposto:

Sono sicuro al 100% che non scopriremo mai che cosa è accaduto realmente. Le prove non saranno segreti di stato, come in seguito a Roboski, ma il procedimento giudiziario gli assomiglierà. Le procedure saranno segrete, per esempio. Oppure il caso giudiziario sarà trasferito in una remota parte del paese, in modo che quasi nessun interessato possa partecipare alle udienze. Questo è ció che vediamo ora nei casi giudiziari che riguardano le persone morte durante le manifestazioni di Gezi l’anno scorso.

 

Meral Geylani e Ibrahim Yaylali sono una coppia, entrambi pacifisti che vivono da oltre un anno a Roboski. Riportano notizie sul villaggio per agenzie di stampa prevalentemente kurde e sostengono la popolazione nella sua ricerca di giustizia.

Meral Geylani e Ibrahim Yaylali durante una visita alla chiesa armena di Diyarbakir, aprile 2014. Foto: Frederike Geerdink

Meral Geylani e Ibrahim Yaylali durante una visita alla chiesa armena di Diyarbakir, aprile 2014. Foto: Frederike Geerdink

Meral afferma in un’intervista telefonica che gli abitanti del villaggio seguono attentamente le notizie sul disastro della miniera:

Ci si riconoscono molto. La fila di bare condotte al cimitero, il governo che alla fine è responsabile delle morti.

 

Ibrahim aggiunge:

Subito dopo il massacro di Roboski, il Governo ha offerto un risarcimento alle famiglie delle vittime ma questo era fondamentalmente denaro per comprarle. Mi chiedo se lo stesso accadrà a Soma.

 

Si è già segnalato che le famiglie di Soma stanno ricevendo pressioni volte a far loro firmare dichiarazioni in cui rinunciano a qualsiasi futura rivendicazione e che gli avvocati che stanno arrivando nella cittadina per consigliare alle famiglie di non firmare nulla sono già stati trattenuti in custodia per molte ore.

La povertà degli abitanti di Roboski e Soma sembra essere la ragione dietro alla loro morte violenta e quella per cui non ottengono nessuna giustizia. Veli Encü, in un’intervista all’agenzia Etkin News, afferma:

Lo Stato non ha lasciato alla popolazione di Roboski nessuna scelta se non fare del contrabbando. A causa dei problemi economici non c’era altro modo di guadagnarsi da vivere. Lo Stato sapeva che tipo di lavoro stavano facendo gli abitanti del villaggio, siamo coinvolti nel commercio al confine da circa un secolo. Soffrivamo dopo il massacro ed eravamo molto arrabbiati. La popolazione di Soma adesso sta vivendo la stessa cosa.

 

La somiglianza con Soma è facile da definire: era risaputo che le persone facevano un lavoro pericoloso nelle miniere ma l’AKP ha rifiutato di indagare su precedenti incidenti in quel luogo, anche dopo che il CHP, il più grande partito all’opposizione, aveva proposto un’indagine in Parlamento a fine aprile. Uno Stato completamente consapevole non ha protetto la sua popolazione.

Veli Encü ha affermato che un piccolo gruppo di cittadini di Roboski (tre uomini e tre donne) arriverà venerdì a Soma. Attualmente la cittadina è tagliata fuori dal mondo esterno. Che cosa farà il gruppo, quando venerdì la polizia starà ancora bloccando l’entrata a Soma? Veli Encü:

Vedremo. Se le strade sono ancora chiuse, ci avremmo almeno provato. In ogni caso, sarà valsa la pena di fare questo viaggio.

Frederike Geerdink  19 maggio 2014

Giornalista olandese, vive a Diyarbakir (Kurdistan Settentrionale/Turchia) ed è attualmente l’unica reporter straniera presente sul posto. Scrive per testate internazionali, per il suo blog (kurdishmatters.com) e anche attraverso la piattaforma beaconreader.com, da cui questo articolo è tratto

Traduzione e adattamento per concessione dell’autrice

Titolo originale: Soma mine disaster makes us re-live Roboski massacre

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