Dopo 45 anni torna a Gaza Khaled Mesh’al, leader di Hamas in esilio

Passando dall’Egitto attraverso il valico di Rafah, stamane è arrivato in Palestina Khaled Mesh’al, uno dei dirigenti storici del movimento di resistenza islamico Hamas. Era assente dal territorio palestinese dal 1967, quando lasciò il suo villaggio natale all’età di 11 anni.Nei suoi anni di esilio ha girato per il mashreq (la parte orientale del mondo arabo), risiedendo prima in Giordania, quindi studiando in Kuwait, per poi ritornare in Giordania, spostarsi in Qatar, stabilirsi per lungo tempo a Damasco (dirigendo lì la branca siriana di Hamas) e con lo scoppio della ribellione contro Bashar al-Assad ritornare in Qatar, prima di giungere di nuovo in Palestina. Figura controversa, fautore della lotta armata fino allo stremo contro Israele, a più riprese anche sostenitore dei propositi revisionisti (in chiave antisemita) del leader iraniano Ahmadinejad, è sicuramente una delle figure più influenti del movimento palestinese di matrice islamica nel mondo.

Tale importanza (sancita persino dalla classifica 2010 delle personalità più influenti del mondo del magazine New Statesman), gli è valsa anche un attentato nel 1997, quando in Giordania due agenti del Mossad gli iniettarono un veleno mortale nel collo e solo l’intervento del re Husayn portò ad ottenere l’antidoto salvavita. Accolto dai dirigenti di Gaza, baciando il suolo di Rafah e pregando al suo ingresso, ha dichiarato che la sua visita di 3 giorni nella Striscia rappresenta per lui la sua «terza vita», dopo che la seconda è partita dall’attentato nel 1997 e in attesa della quarta che partirà con la definitiva liberazione della Palestina.

Il breve tour di Mesh’al prevede la visita alla casa del fondatore di Hamas shaykh Yassin (assassinato da Israele nel 2004 e molto vicino allo stesso Mesh’al, a quanto mostrano anche le foto ritraenti i due che in questi giorni campeggiano in varie località della Striscia di Gaza), varie visite a rappresentatni di movimenti e società civile e parenti delle vittime di guerra, e soprattutto un suo atteso discorso domani alle celebrazioni del 25° anniversario del movimento islamico.

Tali celebrazioni sono state fatte coincidere con l’inizio della prima intifada del 1987: forse un segno di apertura alla riconciliazione con Fatah, dopo i “successi” di Abu Mazen all’Onu e in vista di una collaborazione nella resistenza, auspicata dallo stesso leader in esilio.

Intanto, le violazioni della «tregua» (che ha reso possibile un arrivo sicuro di Mesh’al a Gaza) di cui si è reso ancora protagonista lo Stato israeliano salgono a quota 48. Scontri sono stati registrati nei giorni scorsi a Hebron. Prosegue poi l’espansione degli insediamenti dei coloni a Gerusalemme Est (contro i quali va avanti da anni una storica battaglia dello stesso Mesh’al) e si parla del tentativo di coloni ed esercito israeliano di arrivare a controllare la moschea di al-Aqsa conquistando man mano i siti archeologici che la circondano (qui l’articolo di Infopal).

 

Ma’an News e Infopal parlano della notizia.

Bookmark the permalink.