E dopo il primo, il due, il tre, … maggio a Bagnoli

I fatti del primo maggio oramai li conosciamo un po’ tutti, anche i media main stream ne hanno parlato (in maniera molto banale). Noi avevamo approfondito la notizia qui. Ma dopo il primo maggio, cos’è successo il giorno dopo e cosa si aspetta che succeda nei giorni successivi?

Di seguito, il racconto del Comitato per la Bonifica di Bagnoli e del Comitato primo maggio autorganizzato a Bagnoli:

“Rappresaglia” è il titolo di una famosa canzone autobiografica di Zulù dei 99Posse, ma anche una parola che probabilmente si addice a quel che è accaduto oggi. Un precario bros che viene fermato al termine di una manifestazi0ne del tutto tranquilla in cui i movimenti dei precari sono stati ricevuti dall’amministrazione comunale. Mentre è al bar in piazza Trieste e Trento viene fermato dalla digos e senza alcuna spiegazione condotto in Questura. La delegazione impegnata a palazzo San Giacomo fa telefonare dai rappresentanti istituzionali per capire il perchè di un fermo al termine di un corteo scivolato via in maniera del tutto pacifica. La risposta da via Medina è sibillina “non è per oggi, è per il primo maggio”… 
La stessa comunicazione verrà fatta al fermato dopo due ore di gratuito trattenimento e di incomprensibile attesa: “eri in piazza il primo maggio” poi gli fanno firmare un elezione di domicilio per le comunicazioni giudiziarie senza spiegare in alcun modo di che contestazione si tratta. 
Uno degli avvocati accorsi è quanto meno perplesso: “Si è trattato di un fermo a dir poco inusuale. Se anche eventuali contestazioni in merito alla manifestazione del primo maggio fossero plausibili, ed è tutto da dimostrare che lo siano, non è certo un caso di flagranza differita, tanto più di 48 ore… Questa persona aveva diritto a una comunicazione formale per recarsi in Questura, non può essere prelevata a discrezione dalla strada e in questa modalità venire perfino fotosegnalata. Esiste un confine sottile ma fondamentale tra esercizio delle proprie funzioni e rischio di abuso e chi esercita il monopolio legale della forza in democrazia deve prestarvi attenzione più di altri. Non gli hanno comunicato praticamente niente, non lo hanno ovviamente interrogato, è stata un’iniziativa abbastanza inquietante”.
Noi la chiamiamo semplicemente intimidazione! Il primo maggio i precari, i cassintegrati, i cittadini per la bonifica di Bagnoli non “dovevano” portare su quel palco voci dissonanti. La visibilità che ha avuto la contestazione ha aperto evidentemente contraddizioni. Ci spiace per loro se in fondo sono allergici alla democrazia, ma i nostri problemi continuano anche il 2, il 3 e il 4 maggio… e per questo continueremo a protestare.

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