Emergenza Nord Africa: ora a chi interessa?

A nessuno a quanto pare. Le associazioni fino ad oggi in molti casi c’hanno speculato. Il contratto tra loro e Stato finirà a dicembre (con proroga di 2 mesi?!). Nel frattempo i migranti non hanno avuto la reale possibilità di essere integrati.

Noi ce n’eravamo già occupati dell’Emergenza Nord Africa, ovvero di quel programma di accoglienza che la comunità europea sosteneva insieme al governo italiano e che avrebbe dovuto aiutare le migliaia di rifugiati che dalla Libia erano scappati durante la guerra.

I rifugiati, c’è da ricordare, che nella maggior parte dei casi non sono libici ma provengono dalla Guinea, Mali, Senegal, Ghana, Congo, Nigeria, Chad ovvero da tutti quei Paesi che non fanno parte del Maghreb. Questo c’è da tenerlo bene a mente anche solo per contestualizzare: scapparono non per fame, in Libia quasi tutti lavoravano. Scapparono esclusivamente perché i ribelli li vedevano come mercenari al soldo di Gheddafi ed il Paese che viveva un escalation della violenza non gradiva gli “stranieri”. I confini con gli altri Paesi erano chiusi: unica via di fuga l’Italia. Pagarono lautamente quel viaggio, furono maltrattati dall’esercito e molti di loro non arrivarono a destinazione. Chi di loro arrivò fu ospitato da associazioni, albergatori e via dicendo che nella maggior parte dei casi riuscirono ad ospitare i rifugiati solo perché avevano degli appoggi politici. Si veda come, perché e quanti rifugiati sono stati fatti ospitare a determinate associazioni (e quali personaggi sono dietro a quelle associazioni). Il bottino era consistente: immaginate che per ogni ospite si riceveva migliaia di euro al mese.

Sta di fatto che ad oggi molti di loro sono stati “ospitati” da questi personaggi non sono integrati, la maggior parte di loro non ha un lavoro, non parlano l’italiano nonostante abbiano abitato in Italia per due anni, non si sono permeati nel contesto della società (in qualche caso si, un esempio: venivano portati a lavoro – insieme agli operai – nel Comune ospitante, solo che non venivano pagati. Però essendo il Comune che ti ospitava ed essendo loro stranieri, per l’italiano medio era logico che loro dovessero lavorare gratuitamente in quanto gli veniva offerto cibo e alloggio dalla Comunità europea).

Un altro dato di fatto è quello che dal 31 dicembre molto probabilmente si chiuderanno i rubinetti, quindi le migliaia di rifugiati non potranno avere garantito neanche più il cibo e l’alloggio. Rispetto a ciò il ministro Cancellieri ha fatto sapere che questo esecutivo ha fatto “il meglio che poteva per affrontare lo sbarco dei rifugiati. I risultati sono stati non solo positivi, ma tali per cui il metodo adottato potrà fare scuola per le emergenze future” come riporta l’Huffington Post.

Ad oggi si stanno mandando avanti le pratiche per consegnare ad ognuno di loro un permesso di soggiorno per un anno. Non si conosce però come si farà e se si farà fronte all’emergenza per garantirgli almeno un pasto. Molte sono le città (Parma, Bologna, Rimini, Reggio Emilia, Macerata) in cui i migranti si stanno organizzando anche coordinati con realtà sociali locali per chiedere un futuro dignitoso. Noi, ci ritorneremo sicuramente sull’argomento.

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