Energie alternative: il lavoro degli immigrati in Italia

Lorenzo Giroffi

Tentare di sparare luce su di un’energia che viene considerata quasi sempre come zavorra e non come traino. L’apporto dinamico, vivace e fondamentale che il lavoro degli stranieri dà all’economia ed al sistema Paese Italia. Dati lampanti che evidenziano come il lavoro degli immigrati sia, ad esempio, il motivo del recente attivo dell’Inps (in termini di contributi versati e servizi richiesti).Tutto questo nonostante un discrimine salariale (subito dai lavoratori stranieri) bandito dalla legge, ma attuato dal mercato.Immigrati emancipatisi in lavoro. Necessari all’Italia per le loro peculiarità ed esclusività, fatte di conoscenze ed esperienze utili a nuovi processi lavorativi. Immigrati che in Italia sono divenuti mediatori culturali (Boru e Maher) all’interno di due c.a.r.a. (centri di accoglienza per richiedenti asilo, ndr), lì dove hanno contatto con altri immigrati, che invece sono privi del sogno di emancipazione, perché fermi in un posto senza la possibilità di cercare lavoro (qui l’esaustivo articolo di Domenico Musella sulla condizione degli “albergati” in Italia).

Energie alternative fatte di offerte diversificate, che non intaccano la libertà di nessuno, ma che rafforzano le idee di un Paese. Immigrati a cui vuol esser tassato il risparmio, frutto di contributi già versati e di un ponte sano (forse unico) con economie di altri Paesi.

Bookmark the permalink.