FLP Magazine #0: Immersi nei rifiuti

L’inchiesta su Cerroni blocca la Regione e ne rivela le incapacità.Dal numero #0 di First Line Press Magazine:

Lo scorso 9 gennaio, con un po’ di ritardo, la befana ha portato un dono succulento per i comitati romani: l’arresto del monopolista dei rifiuti della capitale (e non solo) Manlio Cerroni, noto alla politica come “il Supremo” e a sé stesso come “il salvatore di Roma”. Le accuse sono di associazione a delinquere, traffico di rifiuti e truffa. I problemi non si fermano a lui: l’inchiesta infatti coinvolge una serie di suoi uomini di fiducia e la Regione Lazio stessa. Per il momento le ordinanze di custodia cautelare sono 7: oltre che per Cerroni sono per l’ingegnere Francesco Rando e Piero Giovi, amministratori di alcune sue imprese, Giuseppe Sicignano, responsabile dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Albano Laziale, Bruno Landi, “cerniera” dell’imprenditore col mondo della politica, ex Presidente della Regione negli anni ’80 e oggi amministratore di Ecoambiente, Latinambiente e Viterbo Ambiente, e infine Luca Fegatelli e Raniero De Filippis, interni alla amministrazione regionale.

L’arresto degli ultimi due è la prima traccia di come il potere economico del Supremo, la sua posizione di monopolio, fossero possibili in virtù dei favoritismi che la politica gli concedeva. E non sono gli unici politici ad essere coinvolti nelle indagini: ci sono anche Giovanni Hermanin de Reichfield e Giovannetti Romano, quest’ultimo segretario particolare dell’ex assessore Pietro di Paolantonio, i defunti Mario Di Carlo e Arcangelo Spagnoli, ed infine l’ex Presidente della Regione Piero Marrazzo deve rispondere all’accusa di aver autorizzato l’inceneritore di Albano Laziale, compiendo di fatto un abuso di potere. In tutto 21 indagati e una grande figuraccia per la Regione.

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