FLP Magazine #2: diritto sulla carta contro prassi effettive

FORTEZZE. L’ambiguità europea nelle politiche sui migranti

 

In un’intervista raccolta nel suo studio legale a Roma, l’avvocato Salvatore Fachile ci ha parlato delle politiche che l’Europa attua nei confronti dei migranti, coloro che si muovono dal loro paese d’origine per cercare altrove un futuro migliore o per fuggire da guerre e persecuzioni.

Membro del Consiglio Direttivo dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), Salvatore Fachile non esercita solamente la sua professione ma è anche ricercatore giuridico nell’ambito del diritto dell’immigrazione e della protezione internazionale, dei minori stranieri non accompagnati e della tratta degli esseri umani; un’altra importante attività è quella di formatore all’interno di master universitari e corsi per operatori del settore. Quelle che seguono sono le sue opinioni sul sistema giuridico italiano e europeo che, per quanto riguarda i migranti, getta ombre di ipocrisia sul concetto di democrazia e libertà di movimento.

 

Qual’è l’atteggiamento dell’Italia e dell’Europa rispetto ai migranti da un punto di vista giuridico?

Ormai da decenni l’Europa viola i diritti fondamentali dei cittadini stranieri, siano essi migranti economici oppure richiedenti asilo. In questo senso, la normativa dei vari stati europei tende ad assomigliarsi e non fa altro che ricalcare, perlomeno a grandi linee, le normative delle altre nazioni “ricche”.

L’Europa costruisce sostanzialmente un meccanismo di chiusura: quasi totale nei confronti dei migranti economici, non dichiaratamente palese per quanto riguarda i richiedenti asilo. Per moltissimi di questi ultimi il meccanismo diventa di esclusione, poiché li si spinge a non ricercare la protezione internazionale in Europa.

Nel caso dei migranti che non intendono richiedere asilo, prevale l’idea per cui un cittadino proveniente da un paese non comunitario puó accedere all’Europa – quindi ai suoi singoli paesi – solo qualora abbia un visto, cioè un’autorizzazione per l’ingresso concessa soltanto per motivi tassativi e dopo una serie di minuziosi controlli. In questo modo vengono escluse le persone indesiderate, tutte quelle che non vengono espressamente e individualmente autorizzate, permettendo l’ingresso solo a coloro che in qualche modo possono essere utili per l’Europa stessa.

Esistono anche altri tipi di visto in Italia (per lavoro tramite “decreto flussi”, per turismo ecc.) ma il loro ottenimento è sempre subordinato a regole rigide e macchinose. Senza descrivere tutto il sistema, l’impressione che ne deriva è quella di una filosofia di esclusione, che contrasta con l’idea stessa della libertà. Tutte le democrazie europee nascono da un’idea di pari dignità degli uomini, che peró trova applicazione molto spesso solo nei confronti dei cittadini europei. Da un punto di vista giuridico, il concetto della Fortezza Europa che tende a chiudere i propri confini…

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