FLP Magazine #2: Siriani sullo Stretto, frontiera tra Spagna e Marocco

Melilla, passaggio o rifiuto dall’Europa

Mustafa è rimasto fuori. Sono passate due settimane ormai da quando mamma e fratelli hanno passato la frontiera. Mentre a lui l’hanno beccato e sbattuto fuori, due volte già.

Così si sono presentati Mustafa e l’Europa.

Piacere Europa, e Mustafa torna indietro alla frontiera di Melilla, tra Marocco e Spagna. Avrebbe voluto presentarsi all’Europa insieme alla sua famiglia: è rimasto l’unico finora a non avercela fatta. Avrebbe voluto anche presentargli il suo Paese, sempre più distrutto e dimenticato: la Siria. Non gli resterà che aspettare la fortuna per raggiungere i suoi fratelli, magari unendosi ai coetanei diciassettenni di Fes che si intrufolano tra gli adulti e scappano alla polizia di frontiera per guardare da ancora più vicino il vecchio continente.

La mamma di Mustafa e gli altri figli sono al di là di quei controlli, per pochi metri in più già parte dell’Europa. Ha comprato una scheda telefonica spagnola a Melilla, per poter avere ogni giorno sue notizie. Lo chiama a quel numero marocchino che avevano comprato insieme prima della frontiera. Non ha nessun altro mezzo per aiutarlo. Era riuscita a procurare a tutti i figli un passaporto falso a Nador, in Marocco. Tranne per Mustafa. Sperava bastassero i suoi diciassette anni per poterla farla franca. Ma non ci sono eccezioni alla legge neanche per minori, ormai non più con le famiglie: la frontiera di Beni Ensar, prima di Melilla, tra nord del Marocco e l’enclave spagnola, la attraversa solo chi ha il passaporto marocchino come residente di Nador, cittadina a diciassette chilometri da quella frontiera. O naturalmente chi possiede un visto: che né per i marocchini che non sono di Nador né per siriani è pensabile ottenere. E poi ci sono gli spagnoli e il resto degli europei. Nessuna fila, niente calca, nessuno sguardo sospettoso. Timbro d’entrata e d’uscita dal Marocco per poche ore a Melilla, per prendere il traghetto per la Spagna o al contrario per una gita nel deserto, magari per lavoro in Marocco. Finiscono presto così le pagine di un passaporto in quell’andirivieni tra i fortunati dei due continenti.

L’articolo continua su First Line Press Magazine a questo link (pag. 46-49)

Clicca qui per scaricare gratis il numero #2 del Magazine in formato pdf

Bookmark the permalink.