[Fotogallery] La risposta degli studenti bolognesi alla morsa della repressione

Andrea Leoni

Il messaggio in bottiglia, o meglio la velina in bottiglia, questa volta è stato rispedito al mittente. Ma con tutta la bottiglia. Sembra proprio che la linea che le forze dell’ordine debbano seguire sia quella annunciata e rivendicata dal nuovo governo (ma anche prima del nuovo governo) e ribadita dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano: reprimere con più veemenza ogni focolaio di rivolta.

Diciamo che nell’ultimo mese si è assistito veramente ad una serie di episodi che fanno pensare proprio ad un cambiamento radicale di atteggiamento da parte dei tutori dell’ordine. Basti vedere quanto successo ad inizio di questo mese a Milano, quando la polizia ed i carabinieri in tenuta antisommossa sgomberarono la rioccupazione della Libreria dell’ExCuem (dopo che era stata sgomberata dal personale dell’Università nella notte), una devastazione capillare: non c’era rimasto più nulla di quella che era una semplice Libreria che non nascondeva nulla e conteneva solo libri. Poi sempre a Milano c’è stato lo sgombero di ZAM che abbiamo seguito qui impressionante anche in questo caso è stata la maniera e sono le foto a testimoniare.

Lo scorso giovedì invece a Bologna gli autonomi del CUA (Collettivo Universitario Autonomo) avevano indetto un’assemblea con le lavoratrici della Sodexo di Pisa per discutere con loro le problematiche lavorative e la risposta che le stesse lavoratrici hanno saputo dare, solo che proprio durante l’assemblea sono arrivate le forze dell’ordine per cercare di smantellare e sgomberare il posto. Barricate e bottigliate e le forze dell’ordine se ne vanno. A seguito di quella giornata era stata indetta per ieri un’assemblea pubblica dagli stessi del CUA per parlare delle problematiche all’interno dell’Università e non solo: Bologna è una delle città dove le tasse e la mensa costano di più, città universitaria ma non per universitari visto i costi e non ultimo la violenta repressione che questi ultimi giorni ha colpito la città. Solo che qualcuno ha fatto sì che quest’ultimo tema sia stato il primo ad esser toccato e con mano dagli stessi studenti:  furgoni antisommossa della polizia e dei carabinieri sono appena fuori Piazza Verdi, decine di forze dell’ordine tutti in tenuta antisommossa e digos perlustrano la piazza. Non si arriva alle 18 (orario in cui sarebbe dovuta iniziare l’assemblea) che gli studenti che si muovono per l’assemblea vengono fermati da polizia e carabinieri che sopraggiungono in via Zamboni disponendosi nei lati e permettendo il passaggio degli studenti solo nel mezzo di questi due schieramenti. Scortati o come meglio si urla dal microfono: “intrappolati come nelle Forche Caudine”.

Gli studenti non ci stanno, l’aria che tira è di quella del “non si soprassiede”:  non si vuole subire quell’umiliazione in perfetto stile cileno come si ricorda dal megafono. Fianco a fianco, in vari cordoni gli studenti non rinunciano e mentre sopraggiungono sempre più studenti l’urlo “assemblea, assemblea” è sempre più forte. Neanche le forze dell’ordine cedono e si dispongono pronti a caricare gli studenti che avanzano nonostante non abbiano nessuna armatura a protezione del corpo. Le cariche della polizia vengono respinte dagli studenti che vengono manganellati a destra e manca con violenza (alla fine saranno vari gli studenti con le teste spaccate). Le forze dell’ordine urlano, provocano e agitano lo scudo e il manganello ma poi devono darsi a gambe levate, corrono perché gli studenti sono più determinati, sono molti e non vogliono accettare altre arroganze. Non si indietreggia anzi si caccia la polizia da un luogo, la zona universitaria che deve essere libera da ingerenze esterne, come in Grecia (dove le zone dell’Università sono libere e per legge la polizia non può entrare, dopo la mattanza avvenuta sotto i Colonnelli). L’assemblea si è fatta dove si è parlato principalmente di quanto successo nella giornata e si è rilanciata la lotta per oggi al CdA dell’Università. Dal megafono si è ribadito: “l’unica assemblea che dovete sgomberare è quella del Parlamento, qui si parla tutti, si costruiscono lotte politiche dal basso”. Ecco perché fa così tanta paura …

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