[Fotogallery] Ripartiamo dal lavoro. Una manifestazione di 5000 tra immigrati e italiani inonda Napoli

Fotografie di Mariarita Cardillo e Hobo

Erano tanti, tantissimi. Un corteo di circa 5000 tra immigrati e italiani ha inondato le strade di Napoli. Una manifestazione bella e assolutamente pacifica che si è conclusa con un incontro con Severino Nappi, assessore al Lavoro, Formazione e Orientamento Professionale, Politiche dell’Emigrazione e dell’Immigrazione. Un incontro storico che ha segnato l’inizio di un confronto con le Istituzioni regionali per dar vita a un percorso di integrazione dei migranti presenti nella Regione Campania. Un’integrazione che passa attraverso il più importante dei diritti: il diritto al lavoro. In piazza insieme ai migranti erano presenti diverse associazioni, studenti, ed esponenti dei movimenti storici dei disoccupati e precari di Napoli e provincia, che da anni si battono per una stabilizzazione lavorativa. Uniti per “Rilanciare un movimento unitario per il salario reale salario garantito, reddito di cittadinanza, sussidi, corsi di formazione, trasporti, casa, sanità, servizi sociali, istruzione.”

Tra le richieste mosse dal Comitato promotore della manifestazione, l’attivazione di corsi di formazione professionale retribuiti volti all’assunzione e alla specializzazione dei migranti e dei rifugiati residenti della provincia, utili anche ad aprire una strada più generale, mirata al sostegno del salario e del reddito. Corsi che, quindi, dovrebbero servire non solo a migliorare le condizioni di vita precarie (direi ai limiti della decenza) degli immigrati residenti soprattutto nell’area di Castel Volturno, ma anche a evitare che molti di loro cadano vittime dello sfruttamento lavorativo e del lavoro nero.

In un Paese dove la manodopera straniera produce oltre l’11% del PIL, non è più accettabile il sentimento generale e diffuso che dipinge il migrante e il rifugiato come un problema. Le politiche errate degli ultimi decenni hanno contribuito a creare, specialmente in alcune zone d’Italia (come ad esempio in Puglia, Calabria e Campania), enormi sacche di immigrati e rifugiati, lasciati per anni senza documento, senza lavoro e  quindi senza diritti.

Tutto questo mentre il Governo stanzia circa 10 milioni di euro per il completamento e la riapertura di due tra i più contestati C.I.E italiani, quello di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e quello di Gervasio (Potenza). Soldi che potrebbero essere utilizzati per iniziare percorsi seri di integrazione ed accoglienza.Dopo le scelte scellerate fatte per affrontare l’emergenza Nord-Africa si sbaglia ancora.

A sostegno della manifestazione anche la Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha voluto essere presente (non fisicamente visto il suo impegno alla Camera nelle elezione del Presidente della Repubblica), inviando una lettera a Mimma d’Amico, referente del comitato promotore della manifestazione ed attivista del Centro Sociale Ex Canapificio di Caserta.

Nel link di seguito la lettera di Laura Boldini

Messaggio Presidente Boldrini

di Mariarita Cardillo

Mariarita Cardillo

Sono nata in un Paese in cui avere il colore della pelle diverso è ancora un problema. In una Terra che mescola parole con pregiudizi, dove immigrato è sinonimo di clandestino, e clandestino è troppo spesso uguale a sfruttamento, lavoro nero, schiavitù. Scrivere di immigrazione non è facile. Non ho nessuna pretesa, solo raccontarvi cosa succede dove gli altri non guardano.
Bookmark the permalink.