Gaza: sconto di pena agli assassini di Arrigoni, mentre il governo egiziano allaga i tunnel Sinai-Striscia

In questi giorni dalla Striscia di Gaza non arrivano notizie confortanti per i Palestinesi e per chi sostiene la loro causa. L’Alta Corte militare ha accolto, nel secondo grado di giudizio svoltosi con strane modalità, il ricorso dei due salafiti condannati all’ergastolo per l’omicidio di Vik, l’attivista italiano. Risultato: riduzione della pena a 15 anni. Questo mentre Morsi faceva inondare i tunnel sotterranei che collegano il Sinai a Gaza.

Secondo quanto riporta Michele Giorgio su il manifesto di oggi (potete leggere l’articolo qui grazie al sito Controlacrisi.org) si è trattato quasi di un “colpo di spugna” visto grazie ad ulteriori possibili riduzioni della pena entro qualche anno Tamer Hasasna e Mahmud Salfiti, questi i nomi dei due accertati responsabili dell’assassinio, potrebbero tornare a piede libero.

Dubbi su come si è svolta ieri l’udienza nel tribunale di Gaza City emergono dalla testimonianza della cooperante Meri Calvelli (citati da Giorgio e anche dal sito NENANews), che si trovava lì e afferma che il processo in secondo grado è durato pochi minuti, giusto il tempo di accogliere il ricorso e pronunciare la scioccante sentenza di “sconto”. Nessun dibattimento si sarebbe svolto in aula, il che fa anche pensare che fosse stato già tutto deciso in anticipo dalla corte.

Nel frattempo il presidente egiziano Mohammed Morsi, che dopo la strumentalizzazione in chiave trionfalistica del cessate il fuoco di dicembre tra Gaza e Israele (che posero fine all’operazione israeliana Pillar of Defence e ai successivi scontri) aveva abbandonato il tema palestinese per concentrarsi su cause interne, ha ripreso la politica securitaria nel Sinai. Puntando sul bersaglio storicamente preferito dell’Egitto: i tunnel (e, di conseguenza, chi al loro interno ci lavora e commercia portando beni di prima necessità ai gazawi).

Il raìs ha fatto aprire le pompe ed inondare circa una decina degli oltre duecento passaggi sotterranei che passano sotto il confine tra Egitto e Gaza, ufficialmente per colpire il “contrabbando” ma, sotto sotto, per mostrare i muscoli contro le popolazioni beduine del Sinai, ostili alle autorità del Cairo, che spesso non hanno che il traffico di merci come occupazione per sopravvivere.

La conseguenza (non si sa se realmente praeterintenzionale) di questa mossa è stata però un pesante danno nei confronti degli stessi abitanti palestinesi della Striscia, che grazie ai tunnel riescono a sopravvivere nella loro “prigione a cielo aperto” sotto assedio e sotto embargo. La decisione ha fatto infuriare Hamas (al governo a Gaza), mentre alcuni sostengono che in pochissimo tempo il commercio nei tunnel (che tra l’altro non è esente da seri rischi per la vita per coloro che lo praticano) ritornerà vivo come prima nonostante gli allagamenti.

 

La notizia di NENANews e l’approfondimento sui tunnel dell’agenzia InfoPal.

 

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