Gli ultimi sviluppi da un Mali già dimenticato

Come spesso accade, i riflettori della stampa e dell’opinione pubblica internazionale illuminano per poco tempo e ad intermittenza i conflitti. Questa triste regola sta valendo in questo momento per il Mali, che fino a poche settimane fa occupava tutte le prime pagine.

Se per molti si tratta di semplice indifferenza del giornalismo dei nostri giorni, i più maligni possono pensare che questo silenzio possa essere funzionale agli interessi della potenza occidentale più coinvolta nella regione, la Francia. Una nazione che, lo ricordiamo, ha necessità assoluta di mantenere il suo controllo nella regione (mantenendo fede alla linea neocolonialista che non ha mai abbandonato da quando ha concesso formalmente l’indipendenza ai Paesi dell’Africa occidentale): è proprio da quelle zone che ricava l’uranio attraverso cui mantiene in vita le centrali nucleari, che le permettono di millantare la sua famosa “autosufficienza energetica”.

La potente multinazionale transalpina del nucleare, la Areva, ha certamente pressato non poco la scelta di Hollande di intervenire militarmente in Mali, che proprio nel nord in mano ai ribelli ha i suoi giacimenti di uranio, oltre a petrolio e riserve auree.

Non ci siamo dimenticati di questo conflitto e delle sue motivazioni celate dietro la démocratie da esportazione e la lotta al terrorismo internazionale. Allo stato attuale i combattimenti sono in una fase che si potrebbe definire di “stallo”, con le differenti milizie jihadiste arroccate in un impervio massiccio montuoso al confine tra Francia e Algeria (è qui il fronte più attivo al momento, con Francia e Ciad impegnate a stanare i ribelli) e le principali città del nord grosso modo in mano ai francesi ma con una minima presenza di truppe avversarie che ancora resiste e che lancia rappresaglie. Nel frattempo quella che doveva essere un blitzkrieg, una guerra lampo, viene prolungata ed il ritiro delle truppe da parte del Ministero della Difesa di Parigi è slittato, si parla di almeno un mese in più del previsto.

Un approfondito articolo di Meridiani Relazioni Internazionali fa una sobria e asciutta analisi della situazione attuale del conflitto, mettendo in chiaro i fronti in cui si combatte e la condizione degli schieramenti in campo. Ve lo consigliamo per approfondire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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