Grecia, l’assalto all’acqua pubblica è un affare che riguarda tutti gli europei

Vittima numero uno del “piano di salvataggio” imposto dalla Trojka (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea), la Grecia rischia di perdere i suoi beni comuni, svenduti in cambio di denaro per far quadrare i conti pubblici. Ma la popolazione invita alla mobilitazione e chiede sostegno al resto dei cittadini del Vecchio Continente.

In una lettera pubblicata sul portale francese dedicato alle lotte ambientali e sociali Bastamag.net il comitato Save Greek Water parla della prevista privatizzazione della gestione dell’acqua nel Paese. Una privatizzazione pubblicamente incoraggiata dal presidente francese François Hollande (alla faccia dellagauche e del cambiamento!) nel febbraio scorso durante l’incontro con il Primo ministro greco Samaras. L’inquilino dell’Eliseo ha invitato in quell’occasione le imprese francesi a investire in Grecia nel settore idrico e della terra.

Il pensiero corre subito a Veolia e Suez, le due multinazionali dell’Esagono che hanno procurato danni a mezzo mondo proprio gestendone il patrimonio idrico, con l’ormai nota e triste formula di “privatizzazione dei guadagni e socializzazione dei costi”. La gestione di un bene pubblico secondo le modalità del privato – ricorda Save Greek Water – ha significato aumento vertiginoso dei prezzi dell’acqua per i cittadini, accesso ineguale ai servizi idrici, diminuzione degli investimenti nella manutenzione della rete, pratiche monopolistiche.

Si parla di “ritorno al protettorato” e di progressiva perdita di sovranità e indipendenza, ritornando indietro a precedente del 1925, quando l’acqua greca era gestita dalla società privata americana Ulen. Società pubbliche come l’EYATH a Salonicco e l’EYDAP ad Atene rischiano seriamente la privatizzazione, e i cittadini con il supporto di alcuni enti locali stanno provando a mobilitarsi con soluzioni come il referendum popolare.

Nell’appellarsi agli esempi positivi della cittadinanza europea, come appunto i referendum italiani del 2011, la ripubblicizzazione attuata da diverse città francesi tra cui la capitale Parigi, la protezione dell’acqua come patrimonio pubblico in Olanda e Germania, Save Greek Water invita ad una mobilitazione comune in rete, dimostrando la vera essenza dell’Europa, da basare sulla partecipazione e non su di una oligarchia antidemocratica. Il destino della Grecia – affermano – è anche il destino dell’Europa (non foss’altro per la Storia, che vede il nucleo della civiltà europea nascere proprio tra gli ellenici). Tenendo presente, come recita un’aforisma di Tucidide, che «Si definisce demos (popolo), quello che si oppone ai tiranni».

 

Il testo completo della lettera in inglese ed in francese

La pagina facebook e il profilo twitter di “Save Greek Water from Privatisation”

 

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