I dolori di Le Drian il socialista (Ministro della Difesa francese)

La guerra in Mali, portata avanti dalle convinzioni geo-strategiche francesi, ha messo in risalto un figura politica, che fino ad ora nel Paese era conosciuta per la sua purezza ideologica, più che per azioni.

Socialista convinto, Jean-Yves Le Drian, fu noto per il suo grande rifiuto di incarico fatto al Governo di Nicolas Sarkozy, amico ultradecennale dell’attuale presidente Francois Hollande, è divenuto Ministro della Difesa proprio perché convinto di poter abbinare un’azione di governo ad una visione politica consona al suo percorso ideologico. In realtà, a sessantacinque anni, non si è trovato solo al cospetto dell’auspicato ritiro delle truppe dall’Afghanistan, ma anche con la decisione di iniziare una vera e propria guerra: in Mali.

In un’intervista all’International Herald Tribune, Le Drian ha confessato di essersi trovato dinanzi a decisioni più grandi di lui, venendo da una condizione più locale. Per anni ha diretto la sua Brittanny, area importantissima per la marina militare, ma che non ha nulla a che fare con i giochi geo-politici di una guerra.

Dall’11 Gennaio, data in cui la Francia militare è entrata in Mali, Le Drian ha confessato di essersi caricato di più responsabilità, perché contrario a commettere gli stessi errori fatti nella missione in Libia. Le sue visite assidue in Qatar, la crisi dell’altra colonia infuocata, il Libano, aspetti di politica internazionale che sembrano pressare sempre di più il Ministro, che continua a ripetere: “Non possiamo permetterci in Mali quello avvenuto in Libia”. Il riferimento è al Governo centrale costituitosi post-Gheddafi che non è in grado di controllare le milizie regionali, libere di padroneggiare il Paese.

Al momento due militari francesi hanno perso la vita in Mali, la prima durante la prima operazione, la seconda nel nord del Mali, durante scontri sulle ostili montagne da combattimento. Le ansie di Le Drian si evincono anche nel racconto di lui rimasto in piedi dalle 4 di mattina fino al giorno successivo, quando la missione dei paracadutisti francesi si è proiettata a Timbuktu. Le preoccupazioni inoltre sono rivolte anche verso il proprio arsenale, che secondo il Ministro della Difesa è sguarnito di droni. La Francia ne possiede solo due, ma negli ultimi dieci anni si è rifiutato di alimentare tale dotazione.

Secondo Jean-Yves Le Drian l’ostilità ai droni è dovuta ad una sorta di orgoglio nazionale, poco incline ad acquistare materiale statunitense. Il Ministro ha però dichiarato di voler porre rimedio a questa “lacuna”.Leggendo l’intervista, le criticità che rintraccia sono tutte legate al comparto aereo delle forze armate francesi, infatti ci tiene a sottolineare il sentimento di gratitudine che prova per Washington, visto il rifornimento d’aria concesso alla missione.

In tempo di austerità, la sicurezza dei conti pubblici e quelli inerenti alla difesa del territorio non devono essere messi in crisi: questo il mantra del Ministro, quindi legittimi investimenti nel settore militare.

Ecco i dolori di un socialista francese al Governo.

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