I giusti e gli sbagliati – I parte

Due donne ed un’amicizia nel bel mezzo del conflitto etnico serbo-albanese in Kosovo

 

Siamo a Videje, piccolo paese misto dell’entroterra kosovaro,  qui incontriamo Ilinka, 66 anni, che da 45 anni vive qui e Fille,76, che invcce qui c’è nata e vissuta tutta la vita. Ilinka e Fille sono amiche da 45 anni, la prima è serba, la seconda è albanese e in questa intervista ci raccontano un po’ della loro amicizia, delle difficoltà e solidarietà che l’hanno accompagnata.

Come vi siete conosciute?

Fille

<<La mia famiglia da sposata e quella di Branko (il marito di Ilinka ndr), sono amiche. Un giorno Branko ci dice che si sarebbe sposato. Qualche giorno dopo arriva nel villaggio un figurino piccino e timoroso, era Ilinka>>.

Ilinka (ridendo)

<<La verità è che non volevo trasferirmi a Videje, è più piccola di Krusheva dove sono nata>>.

Com’è nata allora la vostra amicizia?

Ilinka

<<Piano, all’inizio erano piccole cortesie da vicine, poi noi eravamo poveri, la famiglia di Fille era più ricca della nostra* e ci aiutava, ci dava uova, noi davamo il latte quando potevamo. Ci sia aiutava come si fa nelle campagne. Poi è arrivato il ricamo, abbiamo realizzato che entrambe amavamo il ricamo e allora sono stati i pomeriggi a prendere il caffè, chiaccherare, sparlare delle suocere e dei vicini, le risate e i problemi condivisi>>.

Siamo a Videje, piccolo paese misto dell’entroterra kosovaro,  qui incontriamo Ilinka, 66 anni, che da 45 anni vive qui e Fille,76, che invcce qui c’è nata e vissuta tutta la vita. Ilinka e Fille sono amiche da 45 anni, la prima è serba, la seconda è albanese e in questa intervista ci raccontano un po’ della loro amicizia, delle difficoltà e solidarietà che l’hanno accompagnata.

Fille

<<Erano anni sereni nelle campagne, a me Ilinka piaceva molto, perché sotto la parvenza timida, ha un carattere allegro e giocoso, poi è libera, le serbe sono sempre state più libere delle albanesi. Con lei potevo parlare di cose che con le altre non avrei mai azzardato. Abbiamo passato degli anni sereni. Sino agli anni ‘90*>>.

Cosa è cambiato?

Fille

<<In noi nulla, ma negli altri … Gli uomini albanesi dalle città tornavano gradualmente in campagna, ci raccontavano che i serbi li cacciavano dai loro posti di lavoro: i serbi acquisivano sempre più privilegi e gli albanesi accumulano frustrazione>>.

Ilinka

<<Iniziavamo a percepire che gli albanesi ci guardavano con sospetto, noi, i serbi, con arroganza superiore. I nostri caffè e il ricamo rimanevano gli stessi, ma erano più tristi, più silenziosi e moderati, io stessa alcune volte evitavo l’albanese in pubblico>>.

Questi sono gli anni che vedono la Yugoslavia disgregarsi e l’inizio dei conflitti in Croazia e Bosnia poi. Qui come l’avete vissuto, Sentivate la guerra?

Ilinka

<<In campagna si continuava la stessa vita, certo sapevamo della guerra. Molti dei nostri uomini ci sono andati in guerra, ma si sentiva ancora lontana. E forse io percepivo più le tensioni in Kosovo. Appena ti spostavi in città la differenza era forte. C’è stato un momento in cui Fille era malata e i medici la facevano attendere oltre il normale. Li chiamavo io i medici e quelli venivano subito, erano serbi, gli albanesi non potevano lavorare, erano a casa, senza strumenti>>.

Fille

<<Ci si diceva che Dio ci avrebbe protetto, ma che i Serbi erano cattivi, la guerra era tutta intorno a noi, era qui, in Kosovo, si usciva meno, con circospezione. I medici non visitavano, il pane lo facevamo noi, poi tutto è precipitato>>.

Kosovo12-2Poi la guerra in Bosnia è terminata e gradualmente si è avvicinata quella in Kosovo. Come avete vissuto il giorno in cui è scoppiata la guerra?

Ilinka

<<Non ricordo il giorno esatto, e forse non c’è stato, ricordo un cambiamento improvviso. Io e Fille eravamo ufficialmente nemici. E io facevo parte dei più forti>>.

Fille

<<Paura, i serbi si diceva che arrivassero da ovunque, i nostri* facevano azioni di guerriglia, li attaccavano, a che pro poi? Ma Ilinka, beh, meno male c’era lei. Poteva girare liberamente, comprare e noi le chiedevamo cose e lei andava, poi sono arrivati i militari..>>

È arrivato l’esercito regolare o i paramilitari?

Fille

<<Quello regolare. Erano in divisa, si sono piazzati proprio qui, nella casa di mio figlio dopo averlo cacciato>>.

Ilinka

<<Mi sono incaricata di pulire la casa, non mi importava di pulire, volevo ascoltare, io capisco l’albanese (ride ndr); sentivo i racconti degli albanesi, avevo paura che facessero del male a Fille. Noi eravamo molto poveri quando ci siamo sposati, Fille, ci dava il pane, sempre, ci dava persino lavoro nei campi>>.

 Quanto sono rimasti i militari?

 Fille

<<Due mesi forse>>.

Ilinka

<<Si, io pulivo ogni due giorni>>.North-Kosovo-one-year-after-the-crisis_large

I militari, vi hanno fatto del male?

Fille:

<<No, ci obbligavano a cucinare anche per loro e prendevano ciò che volevano dalle case, razziando preziosi, ma non ci hanno fatto fisicamente del male>>.

E quando se ne sono andati?

Fille:

<<Quando se ne sono andati sono arrivati gli altri*. Quelli, i pazzi, hanno fatto uscire tutti gli uomini dalle case. Li volevano censire dicevano e intanto altri entravano nelle case, per prendere quello che era rimasto. Hanno preso anche mio figlio. Ho avuto paura, il terrore. Si diceva che se ti prendevano non tornavi più. Mio figlio stesso ha urlato di chiamare qualcuno o non sarebbe mai tornato, l’hanno picchiato..>>

Ilinka

<<Io lo ricordo quel giorno, non erano militari, non era esercito>>.

Cosa è successo poi?

Fille

<<Sono corsa da Ilinka, sono passata in mezzo, erano due passi, non mi hanno fermata, le chiedevo aiuto, le ho urlato, li avevano portati al centro di Videje*, erano lì. C’era solo il marito di Ilinka. Lui parla meno albanese di Ilinka, ma ha capito, sentiva le urla. Si è alzato, ha chiamato i vicini, gli amici. È arrivata anche Ilinka. Si sono raggrupati sono andati al centro. Parlavano e parlavano. Io parlo poco serbo, non capivo tutto e tutti intorno a me erano troppo spaventati per pensare a me, tradurre. Si sono mossi in 5, li seguivo con lo sguardo, hanno girato l’angolo, c’era anche il marito di Ilinka>>.

Ilinka

<<Il figlio di mio cognato è stato ucciso in uno scontro con l’UCK a Rahovec, poche settimane prima, non so come, lo sapevano, tra loro c’erano anche degli uomini del villaggio, forse loro… I comandanti urlavano a mio marito e mio cognato cosa volessimo da quegli albanesi, quando questi avevano ammazzato dei serbi. Mio cognato disse che non glielo avevano ammazzato quegli albanesi, che anzi gli avevano dato il pane. Mio marito è bravo, li ha convinti a venire a casa e parlarne>>.

Kosovo11-2Li hanno liberati?

Fille

<<Non sapevo nulla, li vedevo andare via e qualcuno mi ha detto che stavano andando da Ilinka. Sono stata lì in piedi, nemmeno piangevo più>>.

Ilinka

<<Hanno parlato a lungo loro, mio marito e mio cognato. Poi sono andati via, il figlio di Fille è rimasto a casa mia, insieme ad altri, non tutti però>>.

Fille

<<Nessuno diceva nulla, poi quelli sono andati via, non vedevo mio figlio con loro, ne vedevo pochi di albanesi con loro, non sapevo che fare, poi è venuto il cognato di Ilinka e mi ha detto: “tuo figlio è a casa di Ilinka che beve il caffè”. Ero vecchia anche allora, corro poco, e forse ho rischiato di morire di infarto, ma mio figlio era lì>>.

Tuo figlio era salvo e la guerra è finita di lì a poco, com’è stato per voi?

Fille

<<Non so se la guerra era già finita, so che un giorno tutti i serbi raccattavano le loro cose. C’era un gran via vai. Io stavo in casa, mio marito diceva di non muoverci>>.

Il prosieguo del reportage lo lo trovate qui

* Jozip Broz Tito muore nel 1980, il sistema regge sino alle prime tensione del 1986, nel 1990 inizia la disgrezazione della Yugoslavia.

* La famiglia di Fille possiede diversi terreni guadagnati dal suocero.

* Gli Albanesi hanno dovuto lasciare la scuola regolare per educarsi clandestinamente nei primi anni del 1990

* l’esercito irregolare dell’UCK.

 

Danila Zizi

Osservatorio “Balcani al femminile”. Pensieri, parole e azioni di donne nei Balcani occidentali. Un punto di vista diverso e femminile sull’evoluzione politico-culturale dei Balcani che si avvicinano all’Europa.
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