I giusti e gli sbagliati- II parte

Due donne ed un’amicizia nel bel mezzo del conflitto etnico serbo-albanese in Kosovo – Qui la I parte del reportage

 

Cosa è successo poi?

Fille

<<Sono corsa da Ilinka, sono passata in mezzo, erano due passi, non mi hanno fermata, le chiedevo aiuto, le ho urlato, li avevano portati al centro di Videje*, erano lì. C’era solo il marito di Ilinka. Lui parla meno albanese di Ilinka, ma ha capito, sentiva le urla. Si è alzato, ha chiamato i vicini, gli amici. È arrivata anche Ilinka. Si sono raggrupati sono andati al centro. Parlavano e parlavano. Io parlo poco serbo, non capivo tutto e tutti intorno a me erano troppo spaventati per pensare a me, tradurre. Si sono mossi in 5, li seguivo con lo sguardo, hanno girato l’angolo, c’era anche il marito di Ilinka>>.

Ilinka

<<Il figlio di mio cognato è stato ucciso in uno scontro con l’UCK a Rahovec, poche settimane prima, non so come, lo sapevano, tra loro c’erano anche degli uomini del villaggio, forse loro… I comandanti urlavano a mio marito e mio cognato cosa volessimo da quegli albanesi, quando questi avevano ammazzato dei serbi. Mio cognato disse che non glielo avevano ammazzato quegli albanesi, che anzi gli avevano dato il pane. Mio marito è bravo, li ha convinti a venire a casa e parlarne>>.

Li hanno liberati?

Fille

<<Non sapevo nulla, li vedevo andare via e qualcuno mi ha detto che stavano andando da Ilinka. Sono stata lì in piedi, nemmeno piangevo più>>.

Ilinka

<<Hanno parlato a lungo loro, mio marito e mio cognato. Poi sono andati via, il figlio di Fille è rimasto a casa mia, insieme ad altri, non tutti però>>.

Fille

<<Nessuno diceva nulla, poi quelli sono andati via, non vedevo mio figlio con loro, ne vedevo pochi di albanesi con loro, non sapevo che fare, poi è venuto il cognato di Ilinka e mi ha detto: “tuo figlio è a casa di Ilinka che beve il caffè”. Ero vecchia anche allora, corro poco, e forse ho rischiato di morire di infarto, ma mio figlio era lì>>.

kosovo conflictTuo figlio era salvo e la guerra è finita di lì a poco, com’è stato per voi?

Fille

<<Non so se la guerra era già finita, so che un giorno tutti i serbi raccattavano le loro cose. C’era un gran via vai. Io stavo in casa, mio marito diceva di non muoverci>>.

Ilinka

<<Era arrivata la notizia che quelli dell’UCK avazavano e che per noi non era sicuro rimanere. Dovevamo andarcene ed alla svelta. Raccattavo panni, pochi, e preparavo. Poi sono andata da Fille a salutarla, piangevo, pensavo che non l’avrei mai più rivista, che non avrei mai più rivisto nulla>>.

È stato così?

Ilinka

<<Sono partita dal Kosovo nel giugno del 1999. Sono stata via 10 anni, con la convinzione che non sarei mai tornata>>.

Fille

<<Quando i serbi sono partiti sono arrivati i nostri, ma non quelli buoni. Hanno bruciato e rubato tutto quello che i serbi avevano lasciato. Noi tenevamo le due mucche di Ilinka. Un vicino ci ha denunciati ed hanno portato le bestie via, accusandoci. Non è stato facile nemmeno per loro (i serbi ndr), e poi quel fuoco: ho paura del fuoco. Noi, alle accuse, rispondevamo che non era questione di collaborazionismo. Il nostro era un piccolo villaggio. Molte famiglie si sono date una mano l’una con l’altra, serbi ed albanesi, in circostanze diverse, ma ci siamo aiutati come vicini>>.conflict kosovo

Come è stato quando vi siete riviste?

Ilinka (ridendo)

<<Ci siamo incontrate nei campi, come gli amanti. Gli albanesi non ci parlavano, quelli che lo facevano erano a volte seguiti. Non c’era alcuna libertà reale di movimento. Ho pianto come una bimba quando l’ho rivista>>.

Fille

<<Ci siamo incontrate nei campi per mesi, per timore, forse anche per stupidità, ma l’abbiamo fatto, sino a che un giorno un funzionario della municipalità mi ha detto che era tutto a posto. Potevamo tornare a casa di Ilinka. Mi fu garantito che nessuno mi avrebbe fatto del male e tanto meno a lei. Quel funzionario era amico di mio marito. Mia marito non approvava che andassi nei campi così: non aveva nulla contro Ilinka, ma non voleva problemi>>.

 È stato così?

Fille

<<Si, anche se non fosse stato così non m’importa. Ilinka ha salvato mio figlio. Una volta, dopo la guerra, hanno urlato traditore a mio marito. Mio marito è albanese, il padre eroe di guerra, ne è stato ferito, ma poi ha capito che non importava, la gente del villaggio era tutta lì prima e durante la guerra. Tutti sanno i giusti, tutti sanno gli sbagliati>>.

Siete andate avanti insomma?

Fille

<<Si e il funzionario aveva ragione, non ci hanno mai importunate>>.

kosovo_uranium_nato_bombing1999Ilinka

<<La situazione qui a Videje è serena ora>>.

C’è un momento speciale per la vostra amicizia che amate ricordare?

Fille

<<Il giorno in cui la famiglia di Ilinka ha salvato mio figlio dai serbi, non lo dimenticherò mai. Non è stata amicizia lì, è stato come essere sorelle>>.

Ilinka

<<Alle prime voci dell’avanzata dell’UCK, Fille venne a casa mia, non aveva paura, anche se la famiglia le diceva di no, che non era il caso, e mi disse che non sembravo poi serba, potevo conciarmi come fossi albanese, parlavo anche dialetto! Ho riso e non succedeva da tempo. Ho riso perchè il pensiero era tenero, anche se impossibile. Per un po’ però ho indossato il fazzoletto come lo portano loro ed evitato il serbo fuori da casa, era lei a chiamare il medico per me in quei giorni>>.

Nei giorni del conflitto e dopo vi siete mai considerate diverse, separate dalla politica?

Fille

<<Io non parlo di politica e nella mia amicizia con Ilinka non c’è politica che parli. Una volta dopo la guerra sono andata a prendere due nipoti a scuola, dei ragazzi mi hanno seguita, ho avuto paura e ho urlato, quelli mi hanno chiesto scusa, mi avevano scambiata per serba. Io dissi loro: ”E allora?” Mi hanno insultata. L’ho fatto senza pensare, ma poi ho riflettuto. Io sono una donna delle campagne e non medito molto su questa cosa. Poi però ci ho pensato: le persone sono persone, Ilinka era mia amica, perchè ne dovevo avere paura?>>

Ilinka

<<Mai, Fille mi ha aiutata quando ero povera, e mi ha accudito con il mio primo figlio perchè non sapevo che fare e non avevo parenti per poterlo fare. Fille è stata la prima ad accogliermi di nuovo a Videje e poi il ricamo…>>Albania Kosovo, 1999

Il ricamo è una presenza fortissima nella vostra amicizia, nei vostri incontri, ora, ricordate mai i momenti belli e quelli brutti della vostra amicizia?

Fille

<<Solo quelli belli, devo ridere>>.

Ilinka

<<Solo uno triste, quando sono andata via ho azzardato andare a casa di Fille per salutare lei, la famiglia e suo suocero. Il signor Petrit (è il nome del suocero di Fille ndr), mi disse che se fossero stati i suoi tempi (la seconda guerra mondialen ndr), io non sarei mai andata via. Lo ricordo il giorno in cui cade l’anniversario della morte, perchè io non c’ero e mi dispiace. Per il resto ridiamo, poi le devo ancora insegnare a ricamare come si deve  a Fille>>.

 

Ilinka e Fille sono due donne semplici, di campagna, ma di una dolcezza e umanità rara, le trovi sempre allo stesso posto, col bello in cortile, col freddo accanto alla stufa, con la testa china a fare qualche maglia o ricamare per qualcuno. Recentemente Ilinka è stata male. Fille non ci vuole nemmeno pensare che l’amica possa lasciarla di nuovo. Sono belle, di una bellezza così semplice. Fuori da qualsiasi logica e politica, da far quasi male.

Ilinka e Fille oggi, dopo la guerra l’amicizia ed il ricamo sono rimast

E il futuro?

Ilinka

<<Fille dice che è vecchia e non farà la cooperativa*, ma lei non ha idea ancora che mi dovrà aiutare con i maiali, mica posso fare tutto io!>>

Fille

<<Io sono vecchia davvero! Però mangerò volentieri la carne!>>

Ilinka e Fille sono due donne semplici, di campagna, ma di una dolcezza e umanità rara, le trovi sempre allo stesso posto, col bello in cortile, col freddo accanto alla stufa, con la testa china a fare qualche maglia o ricamare per qualcuno. Recentemente Ilinka è stata male. Fille non ci vuole nemmeno pensare che l’amica possa lasciarla di nuovo. Sono belle, di una bellezza così semplice. Fuori da qualsiasi logica e politica, da far quasi male.

* non è chiaro se si tratta delle forze paramilitari serbe o gruppi organizzati di serbi dei villaggi circostanti costituitosi per razziare e uccidere.

* Nell’incrocio centrale di Videje c’è una sorta di centro sociale per la comunità del villaggio.

* Ilinka è befeficiaria di un progetto che mira ad incrementare il parco suino di cattolici e ortodossi della comunità di Videje.

Danila Zizi

Osservatorio “Balcani al femminile”. Pensieri, parole e azioni di donne nei Balcani occidentali. Un punto di vista diverso e femminile sull’evoluzione politico-culturale dei Balcani che si avvicinano all’Europa.
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