I guerriglieri curdi in Turchia rilasciano 8 ostaggi: scambio di prigionieri? Il Governo smentisce

Dopo anni di rivendicazioni, di lotte armate e di segregazioni culturali, i curdi in Turchia, tramite i vertici del PKK, il partito dei lavoratori curdi, sembrano intravedere degli spiragli con il Governo turco. Tutto ciò è iniziato sul finire del 2012, quando sono iniziati i colloqui tra il maggior esponente della lotta curda, Abdullah Öcalan, in carcere da quattordici anni, in isolamento nell’isola di Imrali, ed emissari del Governo turco. Gli incontri potrebbero essere utili a mettere fine ai trenta anni di violenze che hanno causato la morte di circa cinquantamila persone, almeno secondo le stime ufficiali.

La speranza, trapelata dalle ultime volontà di Ocalan, è che il cessate il fuoco possa arrivare il 21 Marzo, data del Newroz, che è la celebrazione del nuovo anno curdo.

Gli esponenti del PKK, definiti terroristi dai vertici del Governo turco, guidato da Tayyip Erdogan, e resistenti dalla maggior parte dei curdi in Turchia, avrebbero dettato uno scambio di prigionieri con le autorità turche. Il PKK avrebbe infatti rilasciato otto ostaggi, catturati in momenti diversi, nelle zone del sud-est della Turchia (Mus, Bingol, Diyabakir e Van). Questo è quanto dichiarato da un parlamentare turco, Husamettin Zenderlioglu, appartenente al partito BDP (Partito della Pace e della Democrazia), che sposa le cause per i diritti del popolo curdo, dichiaratosi sicuro del rilascio degli ostaggi.

L’operazione sarebbe funzionale alla distensione ed ai colloqui, affinché poi possa avvenire la scarcerazione di alcuni prigionieri politici curdi. Al momento però il Governo, tramite il vice ministro, Besir Atalay, ha sconfessato ogni speculazione od accordo, dichiarando che il rilascio di questi ostaggi è solo una buona apertura e sintomo di speranza per il processo di distensione in corso, ma ha negato ogni possibile accordo sul rilascio di prigionieri curdi.

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