I prigionieri politici mapuches in sciopero della fame

Lo scorso sabato Héctor Llaitul y Ramón Llanquileo due prigionieri politici mapuche che sono arrivati a trenta giorni senza toccare cibo. 

Debilitati dallo sciopero ma forti di animo è la condizione in cui riversano i due nel carcere di Angol, nella regione di Araucanía a sud di Santiago capitale del Cile, ai quali da 19 giorni si è aggiunto Leonardo Quijon.  Llaitul e Llanquileo sono stati condannati in un primo momento rispettivamente a 25 e 20 anni di carcere con l’accusa di aver attaccato ed aggredito un procuratore ed un agricoltore, la Corte Suprema ha poi ridotto la condanna a 15 e 8 anni di carcere.

All’insegna del conflitto politico che è presente da anni nel sud del Cile ma anche in Argentina (con meno risalto e meno preoccupazione da parte del governo argentino), nel quale la popolazione locale richiede il diritto all’autodeterminazione, alcune centinaia di mapuche sono arrestati e processati per diverse accuse riguardanti le occupazioni delle terre, sabotaggi ai danni delle multinazionali dello sfruttamento del legname ma anche in quanto accusati di resistenza contro la brutale violenza della polizia (che è visibile anche negli scontri con gli studenti) e sovversione con particolare nota per la formazione di “gruppi armati”.

Come in molti altri casi è forte anche qui il ruolo giocato dallo Stato centrale quanto a repressione e inasprimento del codice penale con le leggi antiterrorismo: la persecuzione politica condanna centinaia di prigionieri politici alla sbarra ingiustamente. Come in questi ultimi tre casi secondo le parole di José Aylwin, vice direttore dell’ Observatorio Ciudadano che la settimana scorsa ha fatto visita ai carcerati: “la condanna nei suoi confronti presso il Tribunale penale di Cañete è stata ottenuta attraverso un processo che è stato motivato in conformità con le norme della legge antiterrorismo” che secondo il vice direttore non sarebbero neanche in linea con le norme internazionali quanto a diritti umani.

Bookmark the permalink.