Idropoli: il dossier illustrato di First Line Press

L’ondata di felicità del referendum, il concetto di acqua pubblica che ha coinvolti molti, con la consapevolezza di dover incastrare quella volontà con meccanismi di natura economica e giuridica. Una decisione nazionale che deve rapportarsi con le singole realtà locali, una tariffa da ridisegnare, un servizio che deve essere garantito senza profitti per i gestori, se non la garanzia d’investimento per reti assolutamente precarie in tutta la Penisola. Approvvigionamento, distribuzione e riutilizzo del ciclo d’acqua. Interviste ed illustrazioni che ripercorrono una città in funzione dell’acqua, con imprevisti, traguardi e tragitti da ridisegnare.

Il reportage di Lorenzo Giroffi e le illustrazioni di Hobo sono un modo per approfondire quanto è successo e quanto ancora deve accadere nella sfera del “diritto acqua”: interviste ai protagonisti delle vicende e soprattutto la volontà di continuare a seguire la questione.

“Idropoli – Gestione dell’acqua in Italia: pubblico in cerca d’identità” è disponibile a tutti lettori a 1,90 euro, che non è solo il valore del dossier, ma è un modo per sostenere il lavoro della redazione di First Line Press, i suoi viaggi, la sua voglia di andare in giro ed approfondire temi nascosti, ascoltando più voci possibili, per toccare tutto quanto necessario e raccontare con estrema lucidità il mondo di periferie lontane e vicine.

La collana di ebook e gli speciali proposti speriamo possano avere una continuità soddisfacente per tutti i lettori. Qui il primo ebook, mentre Idropoli può essere acquistato qui.

Di seguito la prefazione del lavoro:

“Idropoli – Gestione dell’acqua in Italia: pubblico in cerca d’identità” è il frutto di un lungo viaggio fatto da First Line Press dal gennaio 2013. Un percorso di domande sui meccanismi economici che, a seguito del referendum del giugno 2011, avrebbero dovuto intaccare il sistema idrico italiano: il riscontro di volontà politiche che stridono con quel risultato, ma anche l’incontro con le effettive difficoltà di un nuovo piano tariffario che possa permettere gli adeguati investimenti.

Le trasformazioni giuridiche da operare per rendere effettivamente pubblica la gestione dell’acqua; i costi in bolletta; lo stato non ottimale di  reti e depuratori; istituzioni territoriali differenti tra di loro tanto quanto la natura delle sorgenti. Il racconto da parte dei comitati cittadini presenti sul territorio, delle istituzioni che determinano la natura del servizio, dell’autorità che disegna la bolletta e dei gestori che devono sostenere loro stessi ed il trattamento delle reti idriche. Un bene comune, un’idea di libertà e democrazia che deve imbattersi anche con un trattamento materiale, fatto di ricerca delle sorgenti, distribuzione e riciclo delle acqua.

 

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