Ieri giornata di morte in Pakistan: un centinaio morti in esplosioni in aree sciite

Giovedì 10 gennaio è stata una delle giornate più sanguinose per i pakistani, sconvolti da vari attentati esplosivi pressoché simultanei in tre zone del Paese: a Quetta (nella provincia del Baluchistan), nella provincia nordoccidentale di Swat e nella città portuale di Karachi. Dietro le bombe, le tensioni politiche e religiose presenti nella “terra dei puri”.

Il bilancio è, stando agli ultimi conti mentre scriviamo, uno dei più terribili degli ultimi anni: sarebbero un centinaio le vittime, almeno il doppio i feriti a seguito delle esplosioni. A Quetta secondo Al-Jazeera sarebbero scoppiati quattro ordigni in parti diverse della città: azioni rivendicate da gruppi differenti per motivi altrettanto diversi. Il coinvolgimento del gruppo armato sunnita radicale Lashkar-e-Jhangvi ci mostra quanto sia viva la rivalità tra le due principali branche dell’islam in questa zona del Paese. Il Baluchistan condivide tra l’altro con il vicino, potente e temuto Iran sia la comune appartenenza allo sciismo che la comune origine indoeuropea della lingua e della cultura. Non è la prima volta che gli sciiti sono oggetto di simili violenze.

Tuttavia anche cause molto più mondane si celano dietro questo giorno di sangue a Quetta. La provincia si caratterizza per la presenza di una decennale insurrezione armata autonomista da parte dell’Esercito Unito Baluchi, che contesta lo Stato di Islamabad e chiede una maggiore partecipazione ai profitti derivanti dal petrolio, dal gas naturale e dalle miniere locali.

Movente politico-religioso anche per quanto riguarda le bombe nella città di Mingora, nello Swat, stessa città dove i talebani hanno attentato alla vita della studentessa quindicenne Malala Yousafzawi, di recente dimessa dall’ospedale inglese di Birmingham dove era stata portata. Gli ordigni hanno colpito dei fedeli musulmani riuniti per ascoltare il discorso di un leader del movimento tabligh, spesso preso di mira dagli “studenti” afghani d’oltre frontiera.

 

La notizia e gli aggiornamenti da Al-Jazeera English (con breve video) e Reuters

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