Il bacino elettorale di Erdogan nella diaspora turca in Germania

In Germania vivono circa 1.200.000 turchi che hanno diritto a votare in Turchia. Si tratta del quarto bacino elettorale (per grandezza) dopo Istanbul, Ankara e Izmir: un dato non trascurabile per il governo turco che sta puntando sui turchi della diaspora per aumentare il numero dei sostenitori dell’Akp.

Tutti i politici turchi hanno cercato di esercitare la propria influenza sui turchi della diaspora, Erdogan però è il primo ad averlo fatto in maniera sistematica. Nel 2005 ha aperto il quartiere generale dell’Unione dei democratici euro-turchi, un gruppo di pressione dell’AKP che aveva il dichiarato obiettivo di raccogliere consensi per Erdogan tra gli immigrati della diaspora. Nel 2010 ha fondato ad Ankara l’Ufficio per i turchi della diaspora.

Erdogan sta cercando di sfruttare a proprio vantaggio il sentimento di sfiducia che gli immigrati turchi nutrono nei confronti del governo tedesco. In Germania, infatti, tra le persone di origine straniera c’è un sentimento di frustrazione molto forte nei confronti del sistema politico tedesco, frutto del fallimento delle politiche di integrazione. Erdogan, invece, riscuote successo tra gli immigrati turchi perché infonde loro fiducia e un senso di appartenenza che manca in Germania. Ergendosi a difensore di questa categoria di persone e dei loro figli, però, Erdogan sta scavando una divisione profonda tra le famiglie immigrate e la società tedesca che potrebbe non essere più colmabile.

Nelle elezioni parlamentari del 2011, il 61% dei turchi espatriati ha votato per l’Akp, una percentuale maggiore dei voti raccolti dal partito in patria. Finora per partecipare alle elezioni i turchi tedeschi dovevano recarsi in Turchia e votare presso l’aeroporto: non esisteva il voto per corrispondenza. Erdogan, però, intende istituire per il prossimo anno delle urne nelle ambasciate turche e nei consolati turchi in Germania. Il vice premier Bozdag ha avanzato addirittura la proposta di estendere il diritto al voto anche a coloro che in passato avevano un passaporto turco, ma che ora sono cittadini tedeschi. Una proposta che ha suscitato non poche critiche ed è stata accusata di minare le politiche di integrazione.

Attraverso questa politica pan-ottomana, il governo turco sta perseguendo degli obiettivi personali: intende ottenere il sostegno degli immigrati all’estero per migliorare la propria immagine in patria. Come ha suggerito Kilic, un esponente del Partito dei Verdi, il modo migliore per mettere i bastoni tra le ruote ad Erdogan è quello di realizzare in Germania una politica d’integrazione di successo che scoraggi gli immigrati a cercare sostegno ad Ankara.

Per saperne di più leggi larticolo di Maximilian Popp su The Spiegel Online

 

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