Il Collettivo BancaRotta a Bagnoli costretto allo sgombero

La magistratura sta indagando sulla mancata bonifica dei territori su cui sorgevano un tempo l’Italsider e l’Eternit e ha posto sotto sequestro le aree incriminate, tra cui lo stabile che dal  2 giugno 2012 ospitava BancaRotta. Alle 17 di oggi il collettivo sarà costretto a sgomberare la sede.

La storia di Bancarotta  inizia il 2 giugno 2012 quando un collettivo di persone, stanco del degrado in cui versa da oltre 20 anni la zona di Bagnoli che un tempo ospitava l’Italsider ha deciso di ribellarsi e di “adottare” uno stabile in disuso dal 2008, in precedenza sede della Banca San Paolo. Con questo gesto il collettivo intendeva protestare contro il fallimento dei progetti di riconversione e di bonifica che Bagnolifutura, Società di Trasformazione Urbana a partecipazione pubblica, e le diverse amministrazioni comunali avrebbero dovuto realizzare nella zona.

Il collettivo si proponeva: ” la definitiva bonifica del mare e dei terreni, la realizzazione del grande parco verde e della spiaggia pubblica, su cui si sta muovendo la campagna Una spiaggia per tutti, e il coinvolgimento dei cittadini sui processi decisionali che riguarderanno l’area.” Per portare avanti queste idee era stato scelto un non-luogo simbolo della travagliata memoria storica della zona: la sede della Banca San Paolo in Via Coroglio, cuore pulsante della vita economica e industriale dell’area quando la fabbrica era in attività; fatiscente struttura abbandonata a sé stessa dopo che il “cantiere” ha chiuso i battenti.

L’idea era quella di trasformare un luogo di degrado in un luogo dove dare spazio a eventi culturali, spazi di informazione e di autoformazione, un luogo di incontro e di partecipazione attiva. “Uno spazio aperto, attraversabile, laboratorio di un diverso e più completo modo di stare insieme, rivolto a chi immagina per Bagnoli non muri e recinzioni, ma rapporti umani e socialità fondati sulla solidarietà e la cooperazione.

Bancarotta è riuscita nel suo intento: da giugno 2012 la sede in Via Coroglio ospita una palestra popolare,  ha organizzato numerosi concerti e spettacoli teatrali, ed ha avviato una raccolta fondi per bonificare il litorale di Bagnoli (vedi video-intervista realizzata da Napoli Urban Blog qui). Inoltre, dopo l’incendio doloso appiccato alla Città della Scienza, si prevedeva di trasferire in questa zona molte delle attività del museo.

Oggi tutto questo rischia di scomparire a causa del sequestro preventivo dell’area dell’ex Italsider e dell’Ex Eternit richiesto dalla Magistratura per indagare sulla mancata bonifica della zona. In queste zone, infatti, a dispetto di quanto certificato dalla Provincia di Napoli e di quanto affermato dalla società Bagnoli futura, non è stata realizzata alcuna bonifica, tanto che l’inquinamento dei suoli si è aggravato tantissimo e l’emissione di sostanze inquinanti in mare è aumentata notevolmente. Nelle indagini sono coinvolti 21 ex dirigenti della società Bagnolifutura e degli enti locali che avrebbero dovuto soprintendere a tali lavori, tra cui l’ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Gianfranco Mascazzini e due vicesindaci di Napoli in giunte presiedute da Rosa Russo Iervolino: Sabatino Santangelo e Rocco Papa. Le accuse sono di disastro ambientale, di truffa ai danni dello Stato per aver percepito in maniera illecita denaro pubblico e, di falso in merito alle certificazioni di avvenuta bonifica.  (Per approfondire clicca qui)

Purtroppo a fare le spese di queste indagini è il collettivo BancaRotta e le iniziative culturali, sportive e sociali che da un anno a questa parte sta portando avanti e che stanno contribuendo a riqualificare l’area. Il Comune, dall’inizio dell’occupazione ha, in via ufficiosa, dato supporto alle iniziative di Bancarotta ma, nei confronti di un’azione della Procura di Napoli non può fare nulla.

Il prossimo martedì Firstlinepress pubblicherà un’intervista e un approfondimento sulla situazione e su Bancarotta, al fine di continuare a tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo e di sostenere le iniziative popolari che cercano di lottare contro il degrado ambientale, culturale e sociale di cui è vittima l’area di Bagnoli da oltre 20 anni.

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