Il discorso di Morsi e le incertezze che proseguono in Egitto

23 morti, 100 casi di molestie sessuali ed interconnessioni di potere saltate. In questo scenario si è inserito il discorso di ieri sera del presidente egiziano Mohammed Morsi. Frasi poco incisive da un punto di vista politico, ma dirette ai sentimenti degli egiziani: nessuna linea politica; ammissione di alcune colpe; elogio della democrazia che l’ha portato ad essere eletto; mano tesa a tutte le istituzioni del Paese, compreso l’esercito. Quest’ultimo è stato velatamente ammonito dal presidente, che ha dichiarato: “Chiunque s’intrometterà nel processo democratico avrà sulla coscienza i desideri degli egiziani”.

L’atteso discorso, scaturito dalla scia delle proteste, che vedono le strade piene di scontri tra chi sostiene questo Governo e chi invece chiede nuove elezioni perché insoddisfatto, ha avuto il suo il perno centrale nella legittimazione della nuova Costituzione e quindi della elezione di un anno fa. In pratica è stato bypassato da Morsi l’invito dell’esercito a trovare soluzioni con l’opposizione od a concedere le dimissioni, perché il presidente vuole si un dialogo, ma che parta comunque dal riconoscimento del suo ruolo di guida. A supportare tale posizione tutti i vertici dei Fratelli Musulmani, che rassicurano i loro sostenitori parlando di una strategia già pronta nel caso ci fosse un intervento dell’esercito.

Morsi ha chiesto a tutte le opposizioni di dialogare, ma ha chiesto anche ai manifestanti di non schierarsi contro la polizia e l’esercito, perché componenti fondamentali del Paese: “La violenza e lo spargimento di sangue aiutano solo i nostri nemici”.

La crisi economica, che già investiva il Paese, con gli ultimi episodi di violenza non ha fatto altro che progredire, con il prezzo del petrolio che ha raggiunto velocemente prezzi altissimi, arrivando sino a 102 pound a barile.

Mentre gli attacchi alle donne in piazza continuano e le violazioni dei diritti umani, in tale scenario di incertezza, aumentavano, il presidente Morsi dichiarava: “Se il prezzo per difendere la legittimità democratica è il mio sangue allora sono disposto a sacrificare me stesso”. Il suo discorso era seguito sia dalle folle che in gola avevano canti denigratori ed immagini offensive verso di lui, che dai suoi sostenitori, in piazza con testi sacri e baci per l’effigie del presidente.

Gli oppositori, che sono arrivati al culmine della protesta dopo la raccolta di ventidue milioni di firme, finalizzate alle dimissioni di Morsi, si avvalgono della benedizione del premio Nobel Mohamed ElBaradei.

Alcuni scontri di ieri notte presso l’Università del Cairo:

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