Il Kosovo aumenta i “riconoscimenti internazionali”, ma con i problemi sempre fermi al palo

Il Ministro della Gran Bretagna per le Relazioni con l’Europa, David Lidington, si è lasciato andare a dichiarazioni entusiastiche sul riconoscimento del Kosovo come Stato Indipendente. Questi giorni sono importanti per il Paese, visto che anche la Guyana, la Tanzania e lo Yemen hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, facendo arrivare così a 101, su 193, i Paesi delle Nazioni Unite che l’hanno fatto.

Il petto gonfio del ministro britannico è dettato anche dal fatto che cinque anni fa, il 17 febbraio 2008, quando l’Assemblea del Kosovo dichiarò la propria indipendenza dalla Serbia, la Gran Bretagna fu tra le prime forze mondiali a riconoscerne lo status. Lidington dimentica però le problematiche che ancora affliggono  il Paese, il cui riconoscimento sembra essere davvero l’ultimo dei problemi, dato che comunque questo negli anni non è servito a far interagire liberamente e soprattutto alla pari il Kosovo con le strutture europee.

Dopo la guerra e le violazioni dei diritti umani, da una parte all’altra delle comunità etniche residenti in quel piccolo territorio, il Consiglio di Sicurezza ONU 1244 risolse lo status del Kosovo come Stato Indipendente, contravvenendo a disposizioni precedenti che lo vedevano come regione autonoma della Serbia. Tutto ciò però risiede nel passato. Forse potrebbero farsi passi in avanti ed i  colloqui con la Serbia sembrano sempre dietro l’angolo, ma perennemente al buio.

La “trasgressione” dell’ONU prevedeva anche missioni militari NATO di sorveglianza (KFOR) e strutture burocratiche europee (Euluex), ancora operanti. Nel 2010 la Corte Internazionale di Giustizia ha avallato l’indipendenza, dichiarando che non ci sono violazioni del diritto internazionale.  Tutto ciò però non ha portato a grosse relazioni od emancipazioni delle strutture istituzionali kosovare, anzi. A parte il monitoraggio internazionale, le tensioni etniche non hanno trovato una pacificazione e l’economia è ferma al palo, con numeri spaventosi di disoccupazione e migrazione impossibilitata da un passaporto o non riconosciuto o dal visto da raggiungere in maniera molto complicata.

Il Kosovo ha potuto, solo lo scorso anno, aderire alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), con la speranza che ciò possa portare ad investimenti e debellare l’economia criminale che sostiene gran  parte del Paese.  Tuttavia il Kosovo non può essere libero di aderire alle Nazioni Unite ed a tutte le organizzazioni internazionali che ne dipendono, proprio perché non ha ricevuto il riconoscimento da tutti i Paesi. Ci sono attriti ancora pesanti con le recriminazioni serbe e le valutazioni ad esse legate.

First Line Press ha scritto di Kosovo, perché punto di osservazione interessante sulle tante ambiguità dell’Europa ed i suoi apparati, oltre che delle incertezze ed opportunismi della Comunità Internazionale in generale. Nelle prossime settimana tutta la redazione sarà impegnata a presentare Vene Kosovare in giro per l’Italia: speriamo di trovarvi numerosi.

Bookmark the permalink.