Il Movimento No Tav e le elezioni

Negli ultimi giorni, nei quali si infervora sempre di più il dibattito politico, dove alla fine Monti si è candidato e dove si parla poco di programmi, sembra che il problema siano ancora i No Tav.

La domanda su chi effettivamente andranno a votare i No Tav ha suscitato la curiosità del settimanale ciellino Tempi, ma non solo, che nel tentativo di proporre un’inchiesta, aveva cercato di ricostruire l’esclusione alla parlamentarie del Pd di Sandro Plano in particolare. Domande e dubbi sono sorti anche sulla probabile candidatura di Nicoletta Dosio con Rivoluzione Civile di Ingroia.

Con un comunicato diffuso dal sito notav.info, però, gli attivisti fanno sapere “per chi ancora non lo sapesse, per chi fa finta di non saperlo, per chi cerca di metterci il cappello” che “il Movimento No Tav è un movimento trasversale apartitico ma non apolitico, un movimento di base fatto dalla gente e che rispetta tutte le idee della gente senza guardare né da dove provengono né chi votano o chi hanno votato (unica discriminante: l’antifascismo e l’antirazzismo)”.

Ricordando come nel movimento “convivono, collaborano e si rispettano tutti: dai cattolici agli anarchici, dai buddisti agli agnostici, dagli iscritti ai partiti a coloro che non hanno mai votato in vita loro”.  Tirandosi fuori, infine, da qualsiasi corsa elettorale: “per il Movimento No TAV non esistono governi amici (l’esperienza insegna). In compenso il Movimento No TAV ha buona memoria e non dimentica e non perdona: chi ha firmato il dodecalogo, chi ha rifinanziato le missioni di guerra, chi ha mentito spudoratamente in Parlamentochi (per primo) ha promesso di mandare le truppe di occupazione in Val di Susa“.

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